Orgosolo, tra storia e murales

Alla scoperta (veloce) di Orgosolo, tra colori, murales e storia di questo splendido centro sardo.

La scorsa estate ho voluto abbinare alla vacanza in Sardegna mare-sole, un paio di giorni per scoprire l’entroterra ogliastrino e nuorese.

In particolare ho dedicato mezza giornata a Orgosolo e mezza a Mamoiada (già ammirata in occasione del Carnevale Sardo).

In questo post ti racconto di Orgosolo, uno dei luoghi della Sardegna che porto nel cuore grazie ai colori che caratterizzano il suo centro storico e il suo territorio.

Orgosolo è un paese con poco più di 4000 abitanti ai piedi del Supramonte, nell’area della Barbagia e confinante con la provincia d’Ogliastra. Famoso per aver dato i natali alla beata Antonia Mesina e per la celebre protesta di Pratobello contro l’Esercito Italiano, questo luogo è anche tristemente noto per un passato caratterizzato dal fenomeno del banditisimo (a cui ho dedicato la mia tesina di maturità e tante ore passate sui libri che ne parlavano). Attualmente è divenuto una metà turistica molto frequentata del territorio nuorese, cosa che ho scoperto proprio nella mia visita estiva.

Orgosolo cosa vedere - Corso Repubblica

Nella mia passeggiata mattutina nel centro storico ho, infatti, potuto osservare diversi gruppi di turisti guidati tra i vicoli colorati dai tanti murales che decorano gli edifici. E’ questa la principale attrattiva turistica del borgo.

Questi dipinti raccontano la storia del paese, della nazione e anche di eventi internazionali, come quello realizzato per ricordare la tragedia dell’attacco alle torri gemelle, avvenuto negli USA nel 2001.Attualmente se ne contano più di 150, vi suggerisco di munirvi di mappa gratuitamente offerta dall’ufficio di informazione turistica per non perdervene neanche uno e seguire un percorso logico per ammirarli in maniera consapevole in meno di due ore.

Una tappa intermedia l’ho effettuata presso “Sa Dommo e sos Corraine”, conosciuta anche come “Casa Museo Orgosolo“.

La casa si estende su quattro piani ed affaccia sul corso, è arredata con mobilio risalente al XIV e XX secolo e richiama la cultura agropastorale del paese e la cultura cittadina del Campidano attraverso gli oggetti portati in dote da una sposa di quella zona. La visita degli interni è guidata dalla signora Maria Corraine e da suo marito e si snoda attraverso l’antica cucina, la sala da pranzo, la stanza padronale, la stanza della serva e la cantina.

Orgosolo cosa vedere Targa Museo Casa Corraine

In una delle stanze si possono ammirare anche le ricostruzioni di alcuni costumi sardi, in particolare quello femminile di Orgosolo famoso per lo scialle giallo (il colore era ottenuto dallo zafferano) e per il grembiule decorato con dei gigli stilizzati.

Il Museo è aperto tutti i giorni da Aprile ad Ottobre, e nei mesi restanti su prenotazione. Per l’ingresso è necessario il biglietto al costo di 5 Euro (intero) che permette anche di degustare i tipici dolci sardi alla fine del tour nella casa stessa.

Maggiori info: Visita Orgosolo

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Marina Foddis

Travel Blogger
Sono Umbra ma ho il cuore Sardo, dottoressa in economia e management, digital marketing specialist e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!". Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

1 Comment

  1. […] una gita estiva nel territorio barbaricino, dopo aver passato mezza giornata a Orgosolo, mi sono diretta a conoscere Mamoiada, questa volta non a festa come nei giorni del Carnevale […]

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