Da vedere nell’Alta Valle del Tevere: il Castello Bufalini

Castello Bufalini

Un castello di rara bellezza e ricchezza che conserva ancora gli arredi, le suppellettili e gli archivi di famiglia: il Castello Bufalini è tra le visite da fare nell’Alta Valle del Tevere.

Tra le cose che mi hanno maggiormente colpita durante il tour in Alta Valle del Tevere posso sicuramente annoverare la visita al Castello Bufalini di San Giustino. Pur essendo umbra non lo avevo mai visitato e, lo ammetto, ignoravo addirittura l’esistenza di un gioiello simile a pochi passi da casa.

La sua storia

Per la sua posizione strategica nel territorio di confine tra lo Stato Pontificio e la Repubblica Fiorentina, inizialmente il Castello Bufalini ebbe funzioni di difesa, dapprima del territorio di Sansepolcro e successivamente di quello di Città di Castello e per questo venne più volte distrutto e altrettante ricostruito.

Nel 1847 fu donato a Niccolò di Manno Bufalini, ricco proprietario terriero e abile uomo d’affari, che con una serie di importanti interveti lo trasformò in una vera fortezza. La presenza di una cinta muraria, del fossato difensivo e del ponte levatoio, delle torri dotate di merli e delle feritoie sono una chiara testimonianza della natura assunta in quel periodo dall’edificio.

Successivamente, per opera di Giulio I Bufalini e dell’Abate Ventura, suo fratello, il castello venne trasformato in una nobile dimora signorile attraverso interventi architettonici importanti, la realizzazione di elaborati affreschi, stucchi e soprattutto con la scelta dell’arredamento e delle suppellettili.

Il percorso di visita

La visita è iniziata varcando una porta d’ingresso che, dopo un breve tratto, conduce ad una sorta di androne dal quale si intravvede il bellissimo loggiato.

Una volta entrati, il percorso si snoda attraverso diverse stanze, spesso con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra, in un susseguirsi di dettagli che ci hanno svelato tutta la ricchezza di quello che può essere considerato un vero scrigno di tesori.

La “Camera degli dei pagani” ha il soffitto impreziosito da stupendi affreschi del pittore Cristofano Gherardi, datati attorno al 1544 grazie ad una scritta a questi attribuita ed emersa sulle pareti durante recenti lavori di restauro.

Alta Valle del Tevere

Di particolare interesse sono la cucina e le stanze di servizio, nelle quali è possibile vedere mobili e suppellettili appartenuti alla famiglia Bufalini e che ben rendono l’idea di come fosse la vita al castello quando era abitato: sembra quasi di sentire gli odori che salgono dalle cucine e lo scoppiettare del fuoco nel grande camino; gli oggetti in vista nelle credenze o adagiati sui tavoli aspettano solo l’ora di pranzo o di cena per essere utilizzati.

Impressionante per le sue dimensioni e l’atmosfera solenne è “Il salone”, luogo deputato ad accogliere gli ospiti. Un grande ed elaborato affresco celebra qui “La Gloria dei Bufalini”, numerosi busti collocati tutt’attorno alle pareti contribuiscono ad amplificare il senso di maestosità di questa stanza di quasi centocinquanta metri quadrati.

Interessante il contrasto tra il candore degli stucchi e il colore dei dipinti che è possibile osservare nella stanza della “Storia delle donne forti”. Rilevanti altresì gli affreschi che decorano il soffitto della “Camera di Prometeo” con il suo grande rosone centrale e le numerose lunette affrescate.

Nella cosiddetta “Camera del Cardinale” a dominare è il colore rosso della tappezzeria e del bel letto a baldacchino, ma anche l’oro delle elaborate cornici appese alle pareti che emanano per tutta la stanza i propri preziosi riflessi dorati. Particolare la piccola culla destinata forse ad accogliere i giovani rampolli della Famiglia Bufalini.

Alta valle del Tevere

Cosa mi ha maggiormente colpito

Il castello è legato indissolubilmente alla famiglia Bufalini che lo ha a lungo abitato e questo ha permesso la conservazione degli archivi di famiglia, importantissima testimonianza, attraverso la documentazione dei singoli fatti dai più rilevanti ai più elementari, della storia della famiglia e dello stesso castello. Il prezioso archivio è oggi consultabile dagli studiosi che ne facciano richiesta ed è una miniera di informazioni sulla vita degli abitanti del castello, sugli ospiti, spesso artisti che vi si avvicendavano e che provenivano anche dalle sponde dell’Adriatico alimentando un vento di novità e diffondendo cultura.

Di particolare bellezza è il verde che circonda Castello Bufalini. Alberi da frutto, tra cui limoni, siepi di bosso, corridoi ricoperti di viburno, i vialetti che formano labirinti, fontane, il belvedere e addirittura un giardino segreto sembrano abbracciare la complessa costruzione e ingentilirla. Già belli in ottobre, durante la mia visita, i giardini dovrebbero essere davvero uno spettacolo con i colori della primavera.

Informazioni per la visita

Dal 1989 il castello è gestito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e fa parte del Polo Museale dell’Umbria. Se volete, è possibile consultare la pagina dedicata dal MiBACT proprio a questo castello, nella quale è prevista la possibilità di fare un tour virtuale clicca qui.

La costruzione si trova nella zona centrale della cittadina umbra di San Giustino, a poca distanza dal Municipio ed è visitabile con il seguente orario:

dal 1 ottobre al 31 marzo domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30
dal 1 aprile al 30 settembre: sabato domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30.

L’ingresso è, udite udite, gratuito.

E voi avete mai avuto modo di vederlo? Se vi trovate nell’Alta Valle del Tevere il mio consiglio è di dedicare un paio d’ore alla visita di questa meraviglia che, sono sicura, vi farà fare un tuffo nel passato e rimanere a bocca aperta davanti a tanta magnificenza.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

1 Comment

  1. […] ad arricchire la già rilevante offerta del Polo museale dell’Umbria assieme, tra gli altri, a Castello Bufalini e al Tempietto sul Clitunno dei quali ti abbiamo già […]

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