Il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio

Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio

E’ noto come il “Teatro più piccolo del mondo”, ma sa regalare emozioni grandi. Visitare il Teatro della Concordia è riannodare i fili della storia del territorio che lo ospita e scoprire alcuni dei suoi protagonisti.

Vi ho già parlato di Monte Castello di Vibio, uno dei borghi più belli d’Italia e della mia passeggiata per i suoi graziosi vicoli. Di recente ho deciso di tornarci per visitare in tutta calma il Teatro della Concordia. Ora so che è stata proprio una buona idea e vi racconto cosa ho scoperto.

Il teatro si trova proprio nel centro storico della città e oggi vi si accede varcando una moderna porta scorrevole dai vetri trasparenti. La visita è consentita in piccoli gruppi e la nostra guida Amanda, dopo averci accolto all’ingresso, ci ha subito condotti all’interno di una sala piena di teche. Qui sono custodite innumerevoli testimonianze legate alla storia del Teatro della Concordia e per lo più collezionate da Nello Latini, compianto cittadino di Monte Castello, grande appassionato di questo piccolo teatro e sua memoria storica.

Foto, ritagli di giornale, illustrazioni e oggetti di varia natura raccontano una lunga e affascinante storia, iniziata più di duecento anni fa e che, giorno dopo giorno viene ancora scritta.

Su una cartolina spicca il bel francobollo emesso da Poste Italiane per celebrare il teatro: il timbro riporta la data 7 settembre 2002, il suo valore era di ben 0,41 euro. Lo sguardo scorre veloce su volti di foto in bianco e nero, su belle immagini panoramiche di una Monte Castello che riaffiora dal passato.

Pillole di storia

Ad inizio ‘800 Monte Castello di Vibio assunse un ruolo di rilievo sul territorio circostante, grazie alla nomina da parte dei Francesi a capo cantone. Nove famiglie benestanti del luogo decisero di dotare la piccola città di un suo teatro che venne inaugurato nel 1808.

Seguendo le alterne vicende della storia, il teatro venne dapprima aperto al pubblico e rimase in funzione fino ad inizio anni ‘50, poi venne dichiarato inagibile e chiuso. Negli anni ’70, dopo un crollo del soffitto che rischiava di compromettere la sopravvivenza dell’intera struttura, l’amministrazione comunale decise di rintracciare gli eredi delle famiglie proprietarie, alcuni addirittura ignari dell’esistenza di un teatro tra i propri beni e, dopo averne acquisito la proprietà, diede il via ad una serie di lunghi interventi di recupero.

Nel 1993 la gestione della struttura risistemata è stata affidata alla Società del Teatro della Concordia e finalmente il piccolo teatro è tornato a vivere.
Il Teatro della Concordia

Un piccolo sorprendente capolavoro

Non appena all’interno del teatro, la nostra guida ci ha lasciato per qualche attimo dandoci il tempo di ammirare quello che si parava davanti ai nostri occhi. Un ambiente intimo, ma molto scenografico con il rosso vivace delle belle poltrone di velluto, il candore dei palchetti, la solennità del palcoscenico e poi… improvvise sono arrivate le note, quelle della musica che Amanda ha messo appositamente per farci apprezzare l’acustica di questo teatro: perfetta, nitida e avvolgente.

Tante le cose che questo luogo può raccontare, scritte in ogni minimo particolare. Nonostante le piccole dimensioni questo teatro presenta tutte le caratteristiche di un teatro all’italiana con la sua forma a ferro di cavallo, la presenza di palchi suddivisi in ordini e una adeguata profondità scenica. Si contano 99 posti dei quali 37 in platea e i restanti 62 sui palchetti.

Le nove bianche colonne che sorreggono l’intera struttura in legno simboleggiano le nove famiglie che commissionarono l’opera. La guida ci racconta che durante gli spettacoli i posti non erano fissi, ma ruotavano in modo da consentire a tutti, alternativamente, di godere dello spettacolo dai palchi centrali, quelli con la migliore vista. Un bell’esempio di civiltà!

Le decorazioni dei palchetti sono opera di un pittore perugino Cesare Agretti che nel 1860, senza pretendere alcun corrispettivo, decorò il palchetto centrale del primo ordine raffigurando delle mani che si stringono, a simboleggiare la concordia che dà il nome al teatro. I restanti palchi presentano invece i nomi di illustri commediografi, mentre quelli del secondo ordine mostrano delle maschere del teatro greco.

Lo stesso artista realizzò anche il bel fondale storico raffigurante Monte Castello di Vibio, sottratto durante la seconda guerra mondiale e poi ritrovato e restituito al teatro. Sembrerebbe che l’albero con il ramo spezzato che vi è raffigurato simboleggi la fine di un amore che costrinse il pittore ad abbandonare la cittadina umbra per recarsi a La Spezia.

Le decorazioni del teatro furono terminate anni dopo dal giovane figlio Luigi che si occupò dei palchetti del proscenio, della fascia superiore e realizzò l’originale soffitto. Nel tentativo di far apparire lo spazio più ampio e più arioso possibile adottò la soluzione di raffigurare un tendone con l’allegoria delle quattro stagioni e lo stemma della città, dal quale si intravvede l’azzurro intenso del cielo. Un effetto davvero efficace e innovativo e ripreso anche nelle belle decorazioni del foyer. Curiosa anche la scelta di raffigurare l’orologio (vi assicuro sembra proprio vero!) che segna le otto e mezza, ora di inizio dello spettacolo.

Anche il foyer riserva molte sorprese: un curioso gattino nero fa capolino tra le pieghe di una tenda, presenza gradevole in questa stanza che mi sorprendo ad immaginare piena di bella gente sorridente, ben vestita e intenta a chiacchierare sulle ultime novità. Poco distante un carteggio dipinto riporta una dedica alla città a firma proprio di Luigi Agretti. In una teca è anche possibile osservare la tavolozza di colori utilizzata dall’artista e rinvenuta durante i lavori di restauro.

Una storia che continua

Dal 1993 ad oggi l’attività del teatro sembra non avere più avuto sosta. Sotto l’attenta gestione della Società del Teatro della Concordia anche Monte Castello di Vibio ha la sua stagione teatrale ricca di appuntamenti.

Nei fine settimana il teatro è aperto per visite guidate e in questa bellissima cornice è possibile inoltre organizzare concerti di musica classica, celebrare matrimoni civili, organizzare convegni, meeting o eventi personalizzati. Una cornice di rara bellezza che si è deciso di non mettere sottochiave, ma di rendere disponibile per consentirne la fruizione ad un pubblico più ampio possibile.

Al temine della mia visita, mentre camminavo per i vicoli di Monte Castello ripensando alla bella esperienza appena conclusa, ho provato una sensazione di profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno lavorato e tutt’ora lavorano per mantenere in vita questo piccolo gioiello. Visitarlo è stato tuffarsi nel passato, senza bisogno di scomodare la macchina del tempo!

Se non avete mai visto questo bel teatro, durante la vostra prossima visita in Umbria vi consiglio di non perderlo e chissà che, come è successo a me, non vi resti nel cuore.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail
The following two tabs change content below.

Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

2 Comment

  1. […] si può lasciare la città di Monte Castello di Vibio senza una visita al Teatro della Concordia. Un teatro molto particolare, inaugurato nel 1809 e finanziato dalle famiglie più in vista della […]

  2. […] Vedere uno spettacolo al Teatro della Concordia, il più piccolo del mondo, a Monte Castello di […]

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.