Da vedere a Barcellona: Casa Batlló

Casa Batlló

Una casa dove tutto, dalla struttura al più piccolo dei particolari, ha qualcosa da raccontare e svelare, dove l’arte e il genio di un artista si esprime in così tante forme da lasciare quasi attoniti. Tornerei ancora a visitare Casa Batlló.

Penso a Barcellona e mi scorrono in mente le immagini di Casa Batlló. Vi assicuro, senza timore di smentita, nei quattro giorni passati tempo fa in questa fantastica città della Catalogna, di cose belle ne ho viste proprio tante, ma l’ora e mezza passata dentro questo capolavoro, realizzato dall’architetto-artista Gaudì, non la scorderò di certo.

Sono entrata piena di curiosità e sono uscita incredula: impossibile per me comprendere come un artista abbia potuto utilizzare un concentrato di così tante forme, materiali, colori, idee innovative e fuori dai comuni schemi per realizzare un edificio che in realtà è anche un incredibile viaggio surreale.

Un sorprendente racconto che ho potuto decifrare grazie all’audioguida/smartphone fornita per la visita, con descrizioni ricche di particolari, ricostruzioni e tanti dettagli su molte delle scelte effettuate e delle soluzioni adottate dell’arstista.

Era il lontano 1904 quando Antoni Gaudì venne incaricato dal facoltoso industriale tessile Josep Batlló della ristrutturazione di un palazzo già esistente. I lavori, che ampliarono e trasformarono completamente gli spazi preesistenti, terminarono solo tre anni dopo nel 1907. Nel 2005 l’edificio, ubicato al civico 43 del Passeig de Gràcia, è divenuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La facciata

La facciata anteriore è piena di colori e assai ricca. E’ stata paragonata al mare, del quale ricorda i colori e il movimento, effetto ottenuto grazie ai riflessi colorati dei numerosi dischi di ceramica e del trancadís, particolare tecnica di realizzazione del mosaico data dall’accostamento di frammenti di vetro e ceramica colorata, ma anche grazie alla forma ondulata della stessa facciata. La grande finestra centrale sembra una enorme bocca che sbadiglia, mentre i balconi ricordano delle conchiglie consumante dal tempo.
Un ampio utilizzo della tecnica del trancadís si osserva anche nella facciata posteriore, con la presenza di elaborati cornicioni finemente decorati.

Il tetto che dà sulla strada, ricoperto di mattonelle sulle tonalità dell’azzurro, è simile alle scaglie di un enorme drago, ma è stato anche paragonato al cappello di Arlecchino, immagine rafforzata dalla presenza lungo tutta la facciata dei tanti frammenti colorati, quasi una cascata di coriandoli e dalle ringhiere dei balconi che sembrano tante maschere di carnevale.

Il vestibolo

All’interno si accede da un vestibolo, che consente di raggiungere i diversi appartamenti tramite una scala comune, mentre la scala privata porta al piano nobile. Fin da subito si percepisce la chiara preferenza dell’artista per le linee curve. Colori e forme sembrano quelli tipici di un ambiente acquatico con i suoi fondali, una grotta, la particolare vegetazione. La scelta del rivestimento in mattonelle lisce contribuisce ad enfatizzare questo effetto.

La scala generale

La scala comune consente di raggiungere gli otto appartamenti, due per piano, e si affaccia sui due pozzi luce che distribuiscono la luce che ricevono dall’alto attraverso le ampie finestre che vi si affacciano. Completamente ricoperto di mattonelle di colore blu, il vestibolo ricrea la vista di un fondale marino. Sorprendenti e particolari i giochi prospettici utilizzati da Gaudì per la sua realizzazione e degni del suo genio.

Il colore del rivestimento diviene infatti più intenso man, mano che si sale verso l’alto. La particolare forma ad imbuto, più stretta in basso e più ampia nella parte superiore e la dimensione delle finestre, più grandi ai piani bassi, fa si che il vestibolo appaia ancora più profondo guardandolo dal basso verso l’alto, mentre evita la sensazione di vedere un pozzo, osservando dall’alto.

Anche nella scalinata, come in tutto il resto dell’edificio, la forma degli elementi strutturali, come quella dei più minuti particolari, richiama forme prese in prestito della natura. Ossa, fiori, conchiglie, foglie e movimenti d’acqua sono inglobati in un corrimano, sul legno di una porta oppure sporgono dal soffitto di un salone.

Attraverso l’uso della forma geometrica della spirale l’artista, qua e là, rimanda allo scorrere del tempo e al continuo rigenerarsi delle cose. Ovunque l’occhio si posi c’è sempre qualche particolare che incuriosisce e attrae l’attenzione, qualche messaggio da interpretare, come in una sorprendente e infinita caccia al tesoro.

Casa Batlló

La soffitta

L’ultimo piano dell’edificio era una soffitta che fungeva da magazzino e spazio per asciugare la biancheria. Un susseguirsi di archi ricavati in uno spazio completamente dominato dal colore bianco, dove la luce genera un piacevole effetto chiaroscuro. La sensazione è quella di trovarsi all’interno di una enorme cassa toracica, forse proprio quella del drago visibile all’esterno.

La soffitta

Il piano nobile

Al piano nobile residenza della famiglia Batlló si arriva attraverso la scala privata, completamente realizzata in rovere e dalla forma che ricorda la colonna vertebrale di un gigantesco animale. Degli abbaini in vetro di forma circolare lasciano filtrare una luce calda e contribuiscono a dare l’idea di una grotta sottomarina.

I saloni principali affacciano sulla via principale e ricevono la luce attraverso grandi finestre impreziosite da dischi di vetro colorato che si trovano anche sulle porte in rovere dalla caratteristica forma ondulata.

All’interno della casa, le porte e le finestre hanno dei particolari accorgimenti tecnici, ideati dallo stesso Gaudì che, attraverso delle griglie, consentono una perfetta aerazione delle stanze, grazie alla creazione di studiate correnti d’aria.

La terrazza

Dalla soffitta si accede alla terrazza dove forme e colori si stagliano contro il cielo creando un effetto indescrivibile. I camini, completamente rivestiti da un coloratissimo trancadís, sembrano torri di un castello fiabesco. Da distanza ravvicinata è possibile osservare quella che sembra la schiena dell’enorme drago.

Tutt’attorno la città di Barellona con i suoi palazzi e le sue vie sembra appartenere ad un’altra dimensione e appare molto, molto lontana.

Casa Batlló

Lo so, a fatica ho provato a mettere nero su bianco quella che è stata l’esperienza della mia visita alla Casa Batlló.

Ti consiglio di dare uno sguardo a questo video che ho avuto modo di vedere solo molto tempo dopo il mio giro all’interno di questa straordinaria opera e che mi ha piacevolmente sorpreso perché riesce a rendere esattamente la dimensione quasi fiabesca e di assoluta meraviglia che si respira all’interno di Casa Batlló.

LOVE Casa Batlló from Casa Batlló on Vimeo.

E tu l’hai mai visitata? Qual è la cosa che più di tutte ti ha affascinato?
Se non l’hai mai vista e stai pensando ad un viaggio a Barcellona, ti consiglio di inserirla tra le cose assolutamente da non perdere, sono sicura non rimarrai deluso!

Foto in evidenza:By Matinibz (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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