Il santuario della Madonna del Bagno in Umbria

Santuario della Madonna del Bagno

Un piccolo santuario nei pressi della cittadina umbra di Deruta, un luogo dove la storia, la devozione popolare e l’arte della ceramica si incontrano dando vita ad un qualcosa di unico, di profondo e prezioso.

Vi ho già raccontato della città di Deruta, del suo caratteristico centro storico, del suo museo e avevo accennato al vicino Santuario della Madonna del Bagno del quale oggi voglio raccontarvi più diffusamente.

Ci sono luoghi che più di altri fanno parte della nostra storia e ce ne rendiamo conto perché, quasi inaspettatamente, più spesso di altri, ci troviamo a parlarne. Il racconto nasce dall’esigenza di condividere le sensazioni che quel posto ha saputo suscitare dentro di noi e che vorremmo, in una sorta di staffetta delle emozioni, trasmettere agli altri: uno di questi luoghi è per me proprio il Santuario della Madonna del Bagno.

Se vi trovate nei pressi di Deruta, vi consiglio di non perderlo e di dedicare un po’ del vostro tempo alla visita di un luogo dove regnano il silenzio e il raccoglimento e a parlare sono soprattutto le immagini.

Una storia che ha inizio in tempi molto, molto lontani…

In un bosco non lontano dal corso del Tevere, nel territorio appartenente al comune di Deruta, c’era una sorgente d’acqua denominata “il Bagno”. Secondo il racconto, di cui si hanno anche tracce documentali, nel 1643 un frate francescano passava di là e notò a terra un frammento di maiolica dove era dipinta la Madonna col Bambino. Raccolse l’immagine e la pose tra i rami di una giovane quercia.

Anni dopo, nel 1657, tale Cristoforo di Filippo, un merciaio del vicino centro di Casalina, notato il frammento nuovamente in terra, lo fissò con due chiodi fra i rami dell’albero.

Quando tempo dopo la moglie di Cristoforo si ammalò gravemente, quest’ultimo, passando di fronte all’immagine, pregò la Madonna affinché la salvasse e tornato a casa trovò la donna completamente guarita e affaccendata nei lavori di casa. Per ringraziare la Vergine i due coniugi si recarono all’albero e vi appesero il primo ex voto.

Nel piccolo centro la notizia della guarigione si diffuse rapidamente e venne costruita una cappella attorno alla quercia che sorreggeva l’immagine. Con il tempo il culto venne approvato con il nome di “Madonna del Bagno” e, nell’anno 1687, venne costruita una nuova chiesa per contenere i tanti fedeli che si recavano in visita.

Da allora e fino ai nostri giorni, moltissimi sono gli ex voto portati al santuario da coloro che hanno ritenuto di avere ricevuto una grazia. Inizialmente le immagini erano dipinte su tela cerata o altro materiale facilmente attaccabile dal tempo ed erano appese alla quercia. Successivamente si diffuse la pratica di produrre gli ex voto su formelle di maiolica che venivano appese alle pareti della costruzione.

La chiesa

Situata su un piccolo colle non distante dal corso del Tevere, la chiesa ha tutt’attorno del verde molto gradevole e ben curato. L’ingresso principale ha una bella gradinata, ma generalmente si accede all’interno da una porta laterale che immette direttamente sul retro dell’altare.

Qui una mattonella in ceramica illustra ai visitatori il singolare episodio all’origine del culto e lascia solo intravvedere l’antica quercia. I resti di quest’ultima, protetti da una teca, sono ben visibili dietro l’altare maggiore e, attraverso i numerosi fori dei tarli e i segni lasciati dai chiodi, costituiscono una testimonianza silenziosa del tempo passato e della forte devozione popolare.

Tutt’attorno, sulle pareti di ciascuna delle tre navate sono murate un patrimonio di più di 800 formelle votive realizzate in ceramica e la vista che creano dall’entrata principale posta sul fondo è a dir poco sorprendente: una moltitudine di finestrelle dai colori pastello che, disposte ordinatamente sulle bianche pareti, le animano in un modo del tutto singolare.

Santuario della Madonna del Bagno

350 anni di storia locale raccontata dagli ex voto

Quello che è però ancora più sorprendente è ciò che si vede avvicinandosi alle singole immagini: istantanee provenienti da un passato più o meno remoto che coprono un arco temporale di più di 350 anni.

Tra i soggetti raffigurati non si trovano né principi, né personaggi importanti del passato, ma gente comune: persone a cavallo e più tardi in auto, fanciulli, contadini, barcaioli e casalinghe nello svolgimento della vita di tutti giorni, improvvisamente colpiti da eventi avversi.

In quasi tutte le immagini si scorgono delle scritte quasi misteriose: “P.G.R” o “V.F.G.A”: “Per Grazia Ricevuta” o “Votum Feci, Gratiam Accepi”, che tradotto significa: “ho fatto un voto, ho ricevuto la grazia”.

Si tratta di formule utilizzate per palesare a tutti quello che già sicuramente il fedele aveva mille volte detto nel profondo del proprio cuore.

Tutti insieme questi ex voto costituiscono una formidabile testimonianza della vita quotidiana, della cultura e delle caratteristiche degli abitanti del territorio circostante. Mi è capitato di perdere la cognizione del tempo nell’osservare questa o quella scena e di emozionarmi di fronte ad immagini di persone salvate da gravi malattie, incidenti, calamità naturali.

Poco importa, se la quasi totalità di quei protagonisti oggi non c’è più, quello che resta per sempre impresso in quelle immagini è la gioia e la gratitudine di chi si è sentito “graziato”.

Se il mio racconto vi ha incuriosito e visitando l’Umbria deciderete di fermarvi al Santuario della Madonna del Bagno, non mancate di raccontare la vostra esperienza. Chissà quali scene del passato riusciranno a catture la vostra attenzione?

[Immagine dell’interno del Santuario tratta da www.comune.deruta.pg.it]

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail
The following two tabs change content below.

Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

2 Comment

  1. […] nel comune di Deruta, poco distante dalla città, puoi visitare il Santuario della Madonna dei Bagni. Il piccolo edificio immerso nel verde della campagna custodisce una serie di più di 800 formelle […]

  2. […] Scoprire la chiesa della Madonna dei Bagni con le ceramiche […]

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.