Il Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo

Museo Internazionale della Fisarmonica

C’è una città delle Marche nota per la produzione di un affascinante strumento musicale. Una storia raccontata all’interno del Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo

Chi ha un fisarmonicista in famiglia ha sicuramente sentito parlare di Castelfidardo e, anche se non ci ha messo mai piede, sa che proprio in questa città sono state costruite e si continuano a costruire fisarmoniche esportate in tutto il mondo. Qui vengono anche riparate quando qualcosa si guasta, o più semplicemente, quando è il trascorrere del tempo a lasciare il segno.

Quella curiosità che fa muovere le cose

Proprio a Castelfidardo, nel 1863, Paolo Soprani diede il via alla prima industria per la produzione di questo strumento tanto noto, quanto complesso nella sua realizzazione.

Si racconta che un pellegrino che si stava recando alla vicina Basilica della Madonna di Loreto e che aveva con sé un accordéon, una sorta di antenato della fisarmonica, venne ospitato presso la casa della famiglia Soprani. Il particolare oggetto incuriosì il giovane Paolo che, una volta capito il suo funzionamento, cominciò a riprodurlo in un piccolo laboratorio, dopo averlo adattato a quelle che erano le esigenze della musica del tempo e aver apportato delle migliorie.

Museo Internazionale della Fisarmonica

E’ grazie anche alla nascita di un altro polo di produzione a Pavia, ad opera di Dallapè, e all’avvio di nuove aziende, sempre nei dintorni di Castelfidardo, che il nuovo strumento musicale ha avuto la sua diffusione e ha raggiunto il fascino e la fama che ancora oggi lo accompagna.

Il museo

Per celebrare la storia di questo strumento, nel 1981 venne inaugurato il Museo Internazionale della Fisarmonica.

Il museo è ospitato nel centro storico di Castelfidardo, all’interno di un palazzo del Seicento, e contiene circa 350 strumenti, ma anche numerosi oggetti legati al mondo della fisarmonica, provenienti da ogni parte del mondo.

Attraversando le sale nelle quali si snoda il percorso è possibile capire l’evoluzione subita nel corso del tempo da questo strumento e si apprende molto sulla sua complessità e sul suo funzionamento. E’ strabiliante vedere quante soluzioni tecniche differenti, quanti materiali sono stati via, via utilizzati, quanta pazienza deve essere stata impiegata nel realizzare certi intarsi e decori che fanno bella mostra di sé all’interno delle numerose teche in vetro.

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Curiosando qua e là

All’interno del Museo Internazionale della Fisarmonica ho scoperto la differenza tra l’organetto, la fisarmonica cromatica o quella a piano.

Ho potuto ammirare un prototipo dello strumento realizzato a partire da disegni di Leonardo da Vinci che risalgono al 1502.

Museo Internazionale della Fisarmonica

In una teca è custodita la fisarmonica funzionante più piccola del mondo, veramente graziosa. Sempre a Castelfidardo, ma questa volta all’interno del Palazzo delle Esposizioni si trova anche la fisarmonica funzionante più grande del mondo che, con i suoi oltre 2 metri e mezzo di altezza e 200 chilogrammi di peso, è entrata a pieno titolo nel Guinnes World Record.

Museo Internazionale della Fisarmonica

All’interno del museo è stata allestita anche una bottega artigiana dove è possibile vedere gli attrezzi utilizzati per la lavorazione e riparazione e le numerose parti che compongono lo strumento.

Una sala raccoglie tantissimi oggetti raffiguranti la fisarmonica. Tali oggetti, provenienti da ogni parte del mondo, danno la misura della diffusione e dell’amore per questo straordinario strumento.

Museo Internazionale della Fisarmonica

Musica all’improvviso

Alcune fisarmoniche sono a disposizione dei visitatori che desiderano provarle. E’ stato bellissimo, ad un certo punto della nostra visita, sentire riecheggiare la musica all’interno delle sale di tutto il museo. Tutti i presenti, me compresa, si sono radunati attorno ad un ragazzo che, imbracciato uno degli strumenti ha cominciato a suonare.

Anche l’esperto di famiglia non ha resistito e ha fatto il suo pezzo. Applausi garantiti per questi appassionati musicisti che hanno gonfiato i mantici e cominciato a far vibrare le ance, fino ad allora rimaste silenziose.

E tu hai mai visitato questo museo? Se non lo conosci il mio consiglio è di farlo, chissà se anche a te capiterà di assistere ad un piccolo concerto improvvìsato?

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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