Visita alla Basilica della Madonna di Loreto

Basilica della Madonna di Loreto

Un pomeriggio passato nella città di Loreto, alla scoperta delle bellezze e della storia di uno dei santuari mariani più noti: la Basilica della Madonna di Loreto

Quest’anno le vacanze estive mi hanno portato nelle Marche.

Ad ospitarmi è stata Marina Palmense, sulla Costa Adriatica in provincia di Fermo, situata ai piedi del grazioso borgo medievale di Torre di Palme.

Questa località si è rivelata un buon punto di partenza per una serie di visite nell’entroterra marchigiano, la prima tappa è stata proprio la città di Loreto.

Della Basilica della Madonna di Loreto avevo sentito parlare fin da piccola, ma non ci ero mai stata, né conoscevo a fondo la sua storia. Sono molte le cose che ho scoperto.

La Basilica

“Imponente” è l’aggettivo che mi è venuto in mente già scorgendo la Basilica della Madonna di Loreto dall’autostrada: l’edificio con la sua grande cupola grigia spicca tra tutti gli altri e già se ne intuisce la grandezza.

Salendo a piedi verso la basilica, man mano che ci si avvicina, le sue dimensioni appaiono ancora più chiare e impressionanti: scorrendo le sue mura con le sguardo dal basso verso l’alto, fino ai particolari camminamenti di ronda, sembra quasi che non finiscano mai e il loro aspetto è spoglio quasi austero, ma una volta entrati nella piazza antistante, la sorpresa è veramente grande per la serie di monumenti e il movimento di linee che si rincorrono in questo ampio, amplissimo spazio.

Da un lato la bianca facciata della basilica con i suoi tre portali in bronzo: iniziata nel 1469, fu terminata solo nel 1587, quasi 120 anni dopo.

Su due lati si sviluppa il Palazzo Apostolico con il suo doppio ordine di archi che creano un bell’effetto chiaroscuro. Si possono osservare inoltre l’alto campanile del Vanvitelli, il monumento dedicato al Papa Sisto V e una bella fontana con sculture in bronzo.

Sul selciato, proprio accanto alla fontana, non si può non rimanere incantati davanti ai disegni in gesso realizzati da un abile madonnaro: uniche note di colore in questo spazio dove domina il bianco.

La Santa Casa e l’interno della basilica

L’interno della basilica appare fin dall’ingresso come un concentrato di opere.

Le numerose cappelle sono tutte finemente affrescate e talvolta portano nel nome la traccia dei popoli finanziatori chi si sono prodigati per la loro realizzazione. Una più bella e sorprendente dell’altra si susseguono in un tripudio di colori e riflessi dorati: la Cappella del Crocefisso, la Capella Francese o del Sacramento, la Cappella Slava, la Cappella dell’Assunta o Americana, quella del Coro o Tedesca, del Sacro Cuore o Polacca, di S. Giuseppe o Spagnola e quella Svizzera.

Tra gli affreschi più antichi ci sono quelli della Cappella dei Duchi di Urbino, molto belli anche quelli della cupola, che sono più recenti.

Il cuore della Basilica della Madonna di Loreto è però la Santa Casa. Tre pareti in pietra ricostruite che, secondo la tradizione oggi avvalorata anche da molteplici e approfonditi studi,  facevano parte dell’abitazione di Maria, situata a Nazaret.

Tale abitazione era costituita da una grotta e da una parte antistante in muratura, le pietre di quest’ultima sarebbero state trasportate via nave proprio nel territorio marchigiano e la Basilica della Madonna di Loreto sarebbe stata appunto costruita per proteggerla ed accogliere i numerosi pellegrini in visita.

Al suo interno si respira un profondo senso di raccoglimento, lo sguardo è inevitabilmente attratto dalla particolarissima statua della Madonna con Bambino, collocata su un piccolo altare. Il contrasto tra la povertà della piccola dimora e la magnificenza dell’immensa basilica è impressionante, bellissima è anche l’elaborata scultura del rivestimento in marmo, opera del Bramante, che racchiude e custodisce la piccola casa.

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Una foto pubblicata da Carolina Malvagna (@carolinamalv) in data:


Curiosando attorno

Proseguendo la visita all’esterno della Basilica della Madonna di Loreto, ho avuto modo di visitare anche un bel presepe meccanico permanente. Certo, i 35 gradi di un assolato pomeriggio di agosto non sono stati proprio l’ideale per spingermi ad intraprendere il percorso, ma dopo un primo momento e le prime scene, l’accuratezza dei particolari, la bellezza dei singoli quadri con scene di vita quotidiana, sottolineate dai movimenti lenti e silenziosi di alcuni dei personaggi, sono riusciti a coinvolgermi.

Ho così scoperto che anche ad agosto, davanti ad un bel presepe, la meraviglia di grandi e piccini è comunque garantita.

Notevole la vista che si può godere dal belvedere poco distante. Da un’ampia terrazza, con un solo sguardo si riesce ad abbracciare il Promontorio del Conero, un lungo tratto di costa e una buona porzione di territorio interno. Indugiare per un po’ è stato quasi un obbligo.

Poco più in là, ho potuto ammirare la sagoma slanciata di un Aermacchi MB339, un aereo che ha volato con la mitica pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori. Il suo profilo si staglia contro il blu del cielo e del mare ed ho scoperto che non si trova qui per caso, proprio la Vergine Lauretana infatti è considerata la protettrice dei viaggiatori in aereo.

Quello a Loreto è stato un piacevole pomeriggio, ricco di scoperte e ben speso.

E tu conosci questa città e i suoi tesori? Si tratta di un luogo che merita almeno una visita, da fare senza fretta e sicuramente con macchina fotografica alla mano.

 

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

1 Comment

  1. […] racconta che un pellegrino che si stava recando alla vicina Basilica della Madonna di Loreto e che aveva con sé un accordéon, una sorta di antenato della fisarmonica, venne ospitato presso […]

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