Il castello di Monticelli in Umbria

Castello di Monticelli

La mia visita al Castello di Monticelli: scoprire il fascino di una dimora storica a quattro passi da casa

Nel fine settimana del 21 e 22 maggio scorso ha avuto luogo la sesta edizione delle Giornate nazionali ADSI.

L’evento, promosso dall’Associazione delle Dimore Storiche Italiane ha consentito a migliaia di persone, interessate alle bellezze storico culturali del nostro Paese, di accedere gratuitamente ad oltre 250 residenze d’epoca disseminate su tutto il territorio nazionale, dimore normalmente non aperte al pubblico e talvolta poco conosciute.

Quest’anno ho deciso di partecipare anche io e, curiosando tra le visite programmate in Umbria, ho scoperto un evento che si sarebbe tenuto a poca distanza da casa: una visita guidata al Castello di Monticelli, situato nella frazione di Castiglione della Valle, proprio nel comune di Marsciano.

Di domenica mattina, armata di un taccuino e di macchina fotografica, mi sono recata a Borgo Monticelli e all’arrivo mi sono unita ad un eterogeneo gruppo di visitatori, anche stranieri, in attesa di accedere a quella che è oggi una struttura ricettiva, realizzata all’interno di un complesso storico tutelato dal Ministero dei Beni Culturali.

Ad accoglierci è stato il Professor Giuseppe Tullio, profondo conoscitore dei luoghi, della loro storia e del Castello di Monticelli, per avere seguito attivamente tutte le fasi dei lavori di restauro del borgo.

La Storia

La visita è cominciata nella parte antistante la struttura, una sorta di ampio terrazzo che guarda, quasi a perdita d’occhio, tutta la valle circostante. Complice una bella giornata di sole primaverile, abbiamo potuto apprezzare tutte le sfumature della campagna umbra.

Dalle spiegazioni abbiamo appreso che, proprio questo luogo ha avuto in epoche passate un ruolo strategico per la sua posizione, si trovava infatti sulla linea di confine tra la Tuscia e il cosiddetto Corridoio Bizantino: una parte di territorio costituito prevalentemente da zone montane che i Longobardi cercarono a lungo di sottrarre ai Bizantini in quanto via di collegamento tra Roma e Ravenna, rispettivamente sede spirituale e del governo dell’Impero.

Ci è stato raccontato che proprio in questo punto nel 592 d.c. i Longobardi sfondarono il confine e conquistarono Perugia, occupandola per più di un anno, dopodiché si assistette alla cacciata da parte dei Bizantini.

E ancora, in queste zone la particolare conformazione del territorio consentiva di mettere in pratica tutti e tre i metodi che i Romani erano soliti utilizzare per difendere i propri possedimenti: infittivano i boschi, sbarravano i corsi d’acqua per allagare la zona circostante (sorte che deve essere toccata più volte al torrente Caina e al fiume Nestore), costruivano delle fortezze militari. Proprio quest’ultima potrebbe essere stata appunto la funzione originaria del Castello di Monticelli.

Indiscusso è il ruolo difensivo attribuito alla struttura in epoca medievale: abbiamo scoperto che le costruzioni davanti ai nostri occhi, all’apparenza normali edifici, altro non erano che fortificazioni con muri dello spessore di addirittura 1,60 metri. Il corpo principale era costituito in origine da due torri, di destra e sinistra, solo successivamente lo spazio di circa 5 metri, esistente tra le due, è stato colmato con la costruzione centrale, dando origine attorno al 1650 ad un palazzo adibito a civile abitazione.

Nel corso del tempo la struttura è poi passata all’ordine dei Benedettini divenendo un albergo per ospitare pellegrini, ma anche per accogliere papi.

La Cappella di San Paolo e Sant’Ubaldo

La cappella è in realtà l’unica parte ancora esistente di una chiesa andata distrutta e che doveva essere circa dieci volte più grande della parte attualmente rimasta.

Della Cappella di San Paolo e San Ubaldo in Monticelli si hanno notizie dai monaci Benedettini che, di ritorno dalle visite periodiche che erano soliti effettuare alle loro chiese, annotavano minuziosamente quanto avevano rilevato.

Al suo interno è possibile ammirare degli affreschi di chiara influenza bizantina, realizzati del pittore Meo da Siena, datati tra il 1315 e il 1319. Anche in queste opere, come spesso accade nell’iconografia sacra, le donne vengono rappresentate alla destra di Cristo, mentre gli uomini sono collocati alla sua sinistra.

Attorno al Cristo Crocifisso, si osservano tra gli altri, Santa Caterina d’Alessandria, San Giovanni Battista e il San Giovanni che ha scritto l’Apocalisse, San Paolo, Santa Maria Maddalena.

Su una parete laterale sono presenti, inoltre, un dipinto raffigurante Sant’Ubaldo e un baldacchino, utilizzato in occasione delle visite papali.

Castello di Monticelli

Tra una spiegazione e l’altra, il tempo della visita è davvero volato. Dopo i saluti e i doverosi ringraziamenti, prima di rimettermi in macchina ho dato un’ultimo sguardo al Castello di Monticelli e al bellissimo paesaggio circostante. Mi sono sentita veramente soddisfatta per tutto quello che avevo visto e sentito, ma anche sorpresa che tanta storia e tanta bellezza a due passi da casa mi fossero completamente sconosciute.

Aspetterò con curiosità la prossima edizione delle giornate ADSI per andare alla scoperta di nuove dimore storiche.

E tu hai mai partecipato? Se sì, raccontaci cosa hai scoperto!

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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