Il mondo dei souvenir: riflessioni in ordine sparso

Souvenir di viaggio

Viaggiare è staccarsi dal nostro quotidiano e andare verso qualcosa di nuovo, scoprire luoghi e cose che diverranno parte di noi attraverso il ricordo

Forse è per questo, per il timore che il tempo possa cancellare o sbiadire la memoria di quell’esperienza che sentiamo il bisogno di fotografare, filmare e scrivere, ma anche di portare a casa con noi qualcosa di particolare, di tangibile e riconducibile direttamente a quel posto: un souvenir.

Tante volte mi sono trovata  a riflettere sulle motivazioni e gli aspetti di un gesto che può sembrare banale, quasi automatico o scontato e sono giunta alla conclusione, ovviamente del tutto personale, che si tratta di un atto che di banale non ha nulla e dalle molteplici implicazioni.

Perché un souvenir?

Un faro in miniatura sulla mensola del bagno mi ricorda ogni mattina, anche quando vado di fretta, la bella visita al Museo della Marineria di Cesenatico. Dopo avere imparato veramente tante, tante cose sulla pesca, le imbarcazioni, la vita degli uomini che andavano un tempo e vanno ancora oggi per mare, il più piccolo dei miei figli ha chiesto: «Perché non prendiamo una “cosettina” da portare a casa con noi?»

C’è voluto fino all’orario di chiusura per sceglierlo, ma ancora oggi mi ricordo lo sguardo divertito dell’addetta allo store del museo che glielo ha consegnato dentro al sacchetto.

Souvenir di viaggio

Due cornici appese alle pareti e un felino racchiudono un po’ di Messico: un calendario Maya, un dipinto dai colori vivacissimi e un gatto fucsia mi riportano alle atmosfere, luci, odori e sensazioni dei luoghi nei quali li ho scelti e acquistati. Ricordi sorprendentemente ben presenti anche a distanza di quasi 13 anni.

Passando davanti alla libreria nel corridoio, capita che mi ricordi di Beatrice e Mery. Non luoghi, ma amiche che in uno dei loro viaggi mi hanno pensato e hanno voluto condividere con me la loro esperienza portandomi rispettivamente un variopinto vasetto (ancora Messico!) e una matrioska blù (dalla Russia qualcosa del mio colore preferito).

Souvenir di viaggio

Potrei continuare nell’elenco, ma è abbastanza chiaro: acquistiamo un souvenir per noi stessi, i nostri familiari o amici, per ricordare o condividere qualcosa di un luogo che abbiamo visitato, apprezzato e amato.

Quale souvenir?

La scelta di cosa mettere nello zaino o in valigia al ritorno da un viaggio dipende da molti fattori.

E’ qualcosa che ha certamente a che fare con la sensibilità, il gusto di ciascuno, ma anche con quello che un luogo può offrire.

Mi sono accorta, ad esempio, che ricordo meglio e con maggior piacere quei luoghi che, oltre ad una attrazione turistica, sono in grado di offrire, valorizzandoli, i propri prodotti artigianali e le proprie eccellenze enogastronomiche. In questo senso un souvenir è qualcosa che va a rafforzare l’immagine della destinazione e, perché no, può sicuramente divenire una buona occasione di sviluppo per l’economia locale.

Che si tratti dell’acquisto di una bella cartolina, di un prodotto dell’artigianato tessile, della ceramica, del legno o di un tipico prodotto enogastronomico, l’acquisto di un souvenir (quando non ha il sapore del made in China) è occasione di conoscenza della cultura locale. Avere di fronte persone disposte a spiegare qualcosa in più su materie prime usate, metodi di lavorazione e storia di un particolare prodotto è conoscere meglio quel luogo e non può che aiutare a farlo apprezzare maggiormente.

Souvenir di viaggio

Infine è inutile negarlo, acquistare un souvenir di viaggio dipende anche dal budget a disposizione. Se quel che resta da spendere è poco, la ricerca sarà una sfida ancora più ardua: individuare qualcosa che sia comunque rappresentativo e che non faccia piangere il portafoglio!

E tu quale souvenir ami mettere di solito in valigia?

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

3 Comment

  1. […] i souvenir, a bordo della nave c’erano un paio di negozietti con prodotti tipici anche a buon mercato, […]

  2. […] o la trattoria dietro l’angolo che cucina proprio come una volta, il negozietto che vende souvenir artigianali. Lavorare con i turisti, per i turisti può essere faticoso e richiedere molta […]

  3. […] in centro ho avuto modo però di apprezzare i molti i negozi di artigianato dove ho trovato souvenir e oggetti di ottima qualità: ceramiche, lavorazioni in legno e tessuti ma anche ottimi […]

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