Parco Appia Antica: visita in bicicletta

Parco Appia antica in bicicletta

Alla scoperta del Parco Regionale Appia Antica (e delle sue catacombe) in sella ad una bicicletta

Il Parco Appia Antica si estende per ben 16 km nella parte a sud est di Roma fino a rientrare nei comuni di Marino e Ciampino. Venne creato nel 1988 per proteggere questo primo tratto di una delle vie consolari romane più importanti nell’antichità.

La via Appia risalente al 300 a.C., collegava Roma con Brindisi, anticamente porto di collegamento tra il mondo romano e quello greco, un ponto tra l’occidente e l’oriente. Questa strada presenta in alcuni tratti il selciato originale mentre in altri è sostituito da sampietrini o asfalto. Alcuni tratti sono vietati alla circolazione automobilistica, ad eccezione dei residenti lungo la via stessa.

Il Parco offre molti luoghi speciali al visitatore come catacombe, chiese, sepolcri, laghetti, ecc., per questo non potevo perdermi una visita a questo sito con mio marito, alcuni anni fa.

Per raggiungere il Parco, una volta arrivati alla stazione ferroviaria di Roma Termini, abbiamo preso la linea B della Metropolitana in direzione Laurentina e siamo scesi alla fermata Circo Massimo. Dopo una breve passeggiata in questa “conca” abbiamo preso il bus Atac numero 118, la cui fermata è vicinissima all’ingresso alla linea della metropolitana,  con meta Lagonegro. In circa 10 minuti siamo arrivati sull’Appia Antica, qui il bus compie 4 fermate tra cui quella dove siamo scesi noi: Catacombe San Callisto. A pochi metri dalla fermata oltre ad un bar, si trova l’ufficio d’informazioni e la sede del Parco dell’Appia Antica dove abbiamo potuto chiedere informazioni sul percorso da poter fare.

Parco Regionale Appia antica strada

Visto che avevamo a disposizione un paio d’ore e visto che il cielo si stava scurendo (eravamo senza ombrelli!) abbiamo optato per il noleggio delle biciclette, in modo da non metterci troppo ad avere una prima infarinatura del parco. Presso la sede infatti, oltre a ricevere informazioni e ad acquistare la mappa del parco, si possono noleggiare comode biciclette. Il costo è di 3 Euro l’ora, se lo richiedete vi forniscono un lucchetto per lasciare le bici in caso di visita ai monumenti. Non è necessario lasciare a garanzia nessuna carta di credito, è sufficiente lasciare un documento e firmare un foglio per mettersi subito in sella.

Come percorso abbiamo scelto di fare una breve visita nella prima area del Parco: la Valle della Caffarella fino al III miglio. Lasciato il punto informazioni abbiamo iniziato a pedalare in salita verso le Catacombe di San Callisto. In meno di cinque minuti siamo arrivati in questo luogo e ci siamo riparati sotto una tettoia dall’improvvisa pioggerellina. Dopo circa venti minuti abbiamo potuto continuare il giro senza scendere a visitare queste catacombe (già visitate alcuni anni fa). Davanti a noi si aperto un lungo viale costeggiato da cipressi dove ci ha accolto un vasto gregge di pecore e agnelli, una visione quasi bucolica.

 

Continuando a pedalare in piano abbiamo raggiunto il bivio con Via delle Sette Chiese. Da qui pedalando per un centinaio di metri, siamo giunti alla Basilica di San Sebastiano proprio di fronte alla colonna del 1852 eretta in occasione dei lavori di restauro alla via Appia Antica. Al di sotto della Basilica si trovano le Catacombe di San Sebastiano, che è possibile ammirare con una visita guidata di circa mezz’ora, al prezzo di 8 Euro a biglietto.

Scesi dalla bici un’esperta guida ci ha condotto nei tre livelli sotterranei nei quali si trovano oltre 65000 tombe cristiane che si estendono per una lunghezza complessiva di 12 km. Il percorso accessibile ai visitatori, ovviamente, è molto più corto. Le catacombe ospitavano i defunti cristiani dal III secolo d.C., vennero costruite fuori dalla città di Roma per evitare possibile conseguenze nefaste di epidemie e malattie varie. Il luogo scelto per la tumulazione era una vecchia cava di pozzolana, dove erano già presenti delle tombe del II secolo d.C.

L’area di questi sepolcri pagani fu interrata e al di sopra venne realizzata una Triclia dove tutt’ora rimangono dei graffiti con richieste di grazia e preghiere invocate ai Santi Pietro e Paolo, i cui resti, secondo la tradizione, vennero conservati qui prima di essere portati nelle ubicazioni attuali. Sopra la catacomba si trova la Basilica, voluta dall’imperatore Costantino ed inizialmente dedicata alla Memoria Apostolica, vista la presenza dei due importanti Santi Cristiani. Successivamente la stessa venne dedicata a Santo martire Sebastiano sepolto nella sottostante catacomba, per sua volontà.

Tornati sul nostro mezzo a due ruote, abbiamo superato la tomba di Romolo ci siamo diretti, in località Capo di Bove, al mausoleo di Cecilia Metella caratterizzato da una forma cilindrica, alto ben 11 metri e trasformato in torre in epoca medievale dopo essere stata inglobato nel cosiddetto Castello dei Caetani. Anche questo luogo è visitabile a pagamento, ma visto il poco tempo a nostra disposizione abbiamo a malincuore rinunciato.

Parco Regionale Appia antica

Dall’altro lato della strada, invece, si può ammirare una piccola Chiesa del 1303 dedicata a San Nicola di Bari, in stile cistercense. L’edificio, realizzato in tufo, manca della copertura e attraverso le grate si può vedere al suo interno l’abside semicircolare e le pareti spoglie. Infine la facciata presenta un campanile a vela.

Parco Regionale Appia antica cosa vedere

Prima di ritornare al punto di partenza siamo arrivati al primo tratto dell’Appia Antica che conserva ancora il selciato originale.

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Marina Foddis

Travel Blogger
Sono Umbra ma ho il cuore Sardo, dottoressa in economia e management, digital marketing specialist e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!". Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

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