Visita al Museo del Vetro di Piegaro

Museo del Vetro

Nel complesso che a lungo ha ospitato la sua produzione sorge oggi il Museo del Vetro di Piegaro: una storia che ha radici molto lontane e che merita di essere conosciuta. Ti racconto la mia visita.

Indice:

La produzione del vetro a Piegaro

Un materiale tanto versatile ed utile all’uomo che ne ha fatto uso dall’antichità fino ai nostri giorni. Della produzione del vetro si hanno notizie fin dal terzo millennio a.C., da allora l’uomo ha continuato a lavorarlo con diverse tecniche e per gli usi più disparati, dagli oggetti di uso quotidiano fino alla realizzazione di pezzi unici, vere e proprie opere d’arte.

Della storia del vetro a Piegaro si hanno notizie certe a partire già dal 1250. Nel XVII secolo il fiorire delle attività legate a questo materiale è testimoniato dalla presenza di una Signoria dei Vetrai, successivamente è iniziata una fase di alterne vicende che hanno visto il susseguirsi di periodi di declino della produzione e periodi di ripresa.

La produzione continua ancora oggi. In un grande edificio industriale, fuori dall’antico borgo, opera infatti la “Vetreria Cooperativa Piegarese”, una delle vetrerie più grandi d’Italia.

Il Museo

Ho visitato il Museo del Vetro qualche tempo fa, durante l’Educational Tour nelle “Terre del Perugino” che ha avuto come ultima tappa proprio il borgo di Piegaro.

Collocato entro le mura della cittadina, poco distante dal Lago Trasimeno, il Museo del Vetro costituisce un interessante esempio di archeologia industriale, testimonianza del legame tra l’uomo, il suo lavoro ed il territorio che li ospita.

Il museo che è stato aperto al pubblico nel 2009, è l’unico ad essere ospitato proprio nei locali destinati alla produzione del vetro, cessata nel 1968, quando la fabbrica venne trasferita.

All’esterno, oltre ad una composizione di manufatti, quasi una moderna scultura, è collocata una fornace per la lavorazione artigiana del vetro, acquistata di recente per la realizzazione di laboratori e manifestazioni incentrati proprio sulla lavorazione di questo materiale.

Nella luminosa Sala del Forno è visibile la base del forno nel quale era contenuto il vetro fuso, portato alla giusta temperatura di lavorazione attraverso un sistema di cunicoli nei quali circolava l’aria surriscaldata proveniente dalla fornace.

Il vetro presente al momento dello spegnimento dell’impianto solidificando ha dato luogo ad una sorprendente massa cristallizzata dall’intenso colore smeraldo. Tre bocche, sono state ricollocate nelle loro sedi originarie, da queste i maestri vetrai estraevano il vetro incandescente che in tempi remoti lavoravano tramite soffiatura.

Con l’avvento dell’automazione, la produzione ha subito una notevole evoluzione, due macchine semiautomatiche per la produzione di pezzi in serie testimoniano questo passaggio, mentre un grande plastico mostra la vetreria prima della dismissione dell’impianto. Da un grande finestrone sullo sfondo si intravvede la grande ciminiera di mattoni dalla quale venivano espulsi i fumi della combustione che forniva il calore per l’intero processo di lavorazione.

Al piano inferiore si trova il nucleo più antico del complesso. Qui, nella cosiddetta camera di contenimento, è possibile osservare un enorme strato di materiale solidificato, costituito dal vetro che, di tanto in tanto, veniva fatto confluire dal sovrastante forno, quando quest’ultimo doveva essere fermato. Un mare di vetro immortalato al tempo dell’ultimo spegnimento.

Nella suggestiva e raccolta Sala delle Volte e negli spazi adiacenti è possibile osservare un elevato numero di manufatti che testimoniano la variegata produzione della vetreria: oggetti di uso comune come bicchieri, fiaschi, ma anche di pregio e di rara fattura, come parti delle vetrate commissionate per il Duomo di Orvieto. Un susseguirsi di sfumature e trasparenze sottolineato dall’uso di luci che ne esaltano le caratteristiche.

Curiosità

A colpire non appena si accede al Museo del Vetro è il profondo silenzio che regna all’interno della struttura, tanto più impressionante quanto più durante la visita si cerca di immaginare i numerosi uomini intenti al lavoro, in un ambiente dalle temperature elevate per la presenza del grande forno e dove l’attività doveva essere frenetica.

A lungo la produzione principale della vetreria di Piegaro è stata quella dei fiaschi. Realizzati dagli uomini tramite soffiatura libera e, successivamente, con l’ausilio di forme in metallo, veniva poi completata da donne, uomini e bambini con la realizzazione della veste di paglia. A testimonianza del lavoro svolto dall’intera comunità, in una delle piazze della cittadina è stato eretto il” Monumento agli Operai e alle Impagliatrici”.

Il forte legame della popolazione con la produzione del vetro è testimoniato ancora oggi dalla regola che consente ad un figlio, qualora lo desideri, di subentrare al padre al momento della sua pensione.

Il legame con il vetro continua, dal 24 al 28 Maggio 2018 si terrà la seconda edizione del Festival del Vetro: quattro giorni dedicati al vetro e a tutto ciò che gli ruota attorno. Con l’intento di diffondere e far conoscere meglio l’arte vetraria e questo materiale, si terranno laboratori per bambini e workshop incentrati sulle differenti tecniche di lavorazione, con il coinvolgimento di maestri vetrai italiani e provenienti anche dall’estero. Saranno inoltre presenti rappresentanze dei principali Musei del Vetro in Italia con i quali il Museo del Vetro di Piegaro sta collaborando per la realizzazione di una rete di musei.

Informazioni per la visita

Orari

Aprile – Settembre
Lunedì: aperto su prenotazione per gruppi di almeno 8 persone
Martedì – Domenica e giorni festivi: lunedì di Pasqua, 25 aprile, 2 giugno:
10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00
1 maggio e 15 agosto: chiuso.

Ottobre – Marzo
Venerdì – domenica e giorni festivi: 1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre
10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00
Lunedì – Giovedì: aperto su prenotazione per gruppi di almeno 8 persone
24 e 25 Dicembre, 1 Gennaio: chiuso

Biglietti

Intero € 4,00

Ridotto per gruppi di almeno 25 persone € 3,50, bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni € 2,50
I bambini fino a 6 anni e le persone disabili hanno diritto all’accesso gratuito.

Hai ma visitato Piegaro e il suo Museo del Vetro? Il mio consiglio è di non perderlo e di dedicare un paio d’ore ad un incontro ravvicinato con la produzione del vetro.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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