Ricordi di un viaggio a Bucarest – Parte seconda

Viaggio a Bucarest

Continua il racconto del mio primo viaggio a Bucarest, una città vivace e vivibile che mi ha affascinato e nella quale vorrei tornare. Buon cibo, ampi spazi verdi e voglia di affermarsi come capitale turistica. Ecco cosa ho scoperto visitandola.

Diamoci del “Lei”

La moneta della Romania è il Leu (al plurale Lei), durante i preparativi per il viaggio qualcuno mi aveva detto che l’Euro è comunemente accettato nei negozi, ma almeno per la mia esperienza non è stato affatto così. Se devi effettuare un viaggio in Romania, il mio consiglio è pertanto quello di munirti della moneta locale.

Per quanto mi riguarda, effettuare il cambio una volta giunti a destinazione è stata una scelta quasi obbligata, infatti diversi istituti di credito che ho contattato non avevano disponibile la moneta romena. Il cambio può essere fatto in aeroporto, dai numerosi cambiavalute presenti in vari punti della città o agli sportelli bancari, modalità quest’ultima che tutti consigliavano in quanto più conveniente. In realtà non ho trovato una grande differenza tra l’una e l’altra modalità di cambio e le piccole variazioni erano tranquillamente giustificabili con le normali oscillazioni tra valute.

Dove soggiornare

Come ho già avuto modo di dirti nella prima parte del mio racconto, durante la permanenza a Bucarest abbiamo alloggiato al Grand Hotel Phoenicia, un quattro stelle di grandi dimensioni con tutti i comfort e ben organizzato, situato a circa 15 minuti dall’aeroporto e mezz’ora dal centro storico della città.

Nulla da eccepire sull’accoglienza, le camere e davvero ottima la prima colazione: internazionale con un buffet molto fornito e con un angolo, per così dire, dove venivano preparate la frutta e le spremute che ha catturato l’attenzione di tutti e si è meritato diversi scatti.

Certamente una sistemazione più vicina al centro avrebbe evitato tutta una serie di spostamenti che si sono resi necessari, sia per raggiungere gli impianti sportivi, sia per la visita alla città e ci avrebbe forse permesso di goderci qualche passeggiata serale per il centro storico che, con le luci, deve essere ancora più spettacolare.

A proposito di taxi

Vista la numerosità del nostro gruppo e lo scarso tempo a disposizione, decidere il da farsi non sempre è stato rapido e semplice, così per raggiungere il centro della città abbiamo scelto di utilizzare il taxi. Mi spiace ammetterlo, ma l’esperienza non è stata positiva.

Oltre al brivido di una guida ad alta velocità per le ampie, ma trafficate vie cittadine, che ci faceva scappare qualche sorrisino e afferrare saldamente qualunque appiglio all’interno dell’autovettura, ci siamo trovati diverse volte a dover questionare per l’importo da pagare.

In sostanza, parafrasando un noto detto latino:

andata semper certa est, ritorno nunquam!

Nonostante il prezzo fosse ben in vista sugli adesivi della carrozzeria: 1,39 Lei/Km, questo era correttamente applicato all’andata, mentre al ritorno si doveva trattare. In sostanza per tornare dal centro all’hotel abbiamo dovuto sborsare quasi sempre il doppio perché, già prima di salire, tutti i tassisti che abbiamo interpellato si erano accordati e non ci facevano salire se non concordando un prezzo decisamente superiore rispetto al dovuto. Per carità, visto il cambio e il costo della vita, non abbiamo dovuto pagare cifre astronomiche, ma la sensazione non proprio bella è rimasta.

I verdi parchi

Quello che ricorderò invece con immenso piacere è la quiete e la bellezza dei numerosi parchi che Bucarest ospita. Molti li ho visti soltanto di passaggio, attraversando la città, in alcuni ho avuto modo di passeggiare in tutta tranquillità a diverse ore del giorno e pure in ora tarda, solo in compagnia di mio figlio, e mi ha stupito la grande quantità di persone che li frequenta.
Molto grande e che regala degli scorci spettacolari è il Parco Herăstrău. Questo enorme spazio verde si sviluppa attorno all’omonimo lago, lungo il corso del fiume Dâmbovița che attraversa Bucarest. Dotato di ampi spazi dove passeggiare e rilassarsi, ha al suo interno locali e chioschetti dove fermarsi a consumare qualcosa e offre ai visitatori la possibilità di effettuare anche un’escursione in barca.

Altro immenso spazio verde, con dislivelli del terreno, un laghetto e un parco giochi per bambini è il Parco Tineretului con la vicina Children’s Town. Mi sono addentrata per i suoi vialetti in un sabato pomeriggio di settembre e sono rimasta impressionata dalla grande quantità di visitatori di tutte le età e dalla varietà di attività svolte al suo interno: prendere il sole addirittura in costume, fare un picnic, passeggiare in bici o a piedi, consumare qualche specialità in uno dei tanti chioschi o ristoranti disseminati lungo il percorso, assistere a qualche spettacolo, salire sulla ruota panoramica per osservare la città dall’alto o, per i più piccoli, salire su qualche attrazione del fornito luna park.

Ancora oggi a distanza di mesi da quella visita, ricordo con piacere il grande senso di allegria e serenità che si respirava tutt’attorno, dipinto sui volti delle persone che via via ho incrociato.

Mangiare a Bucarest

Economico, gustoso, in alcuni casi eccellente. Questo il mio parere sull’esperienza cibo in Romania. Nei primi giorni di permanenza abbiamo mangiato all’aperto sia in alcuni locali della città vecchia in pieno centro, sia nei pressi dell’hotel (zona nord della città) e in tutti i casi i pasti sono stati abbondanti: insalate di pollo, taglieri con carne alla griglia o hamburger hanno sempre accontentato tutti.

Molto caratteristico l’ambiente del Ristorante Voievodal, nella zona nord della città. Sull’ampia e bella terrazza abbiamo potuto assaggiare alcuni piatti tipici locali: i “mici” (o “mititei”), una sorta di salsicciotti di carne aromatizzata con erbe, cotti alla griglia, molto saporiti. Particolare anche la ciorba, una minestra di verdure dal sapore un po’ acidulo, molto adatta ai periodi invernali.

Ottima l’esperienza in due ristoranti di cucina italiana. Siamo entrati con un pizzico di diffidenza, ne siamo usciti convinti, tanto che siamo tornati più volte. Allestimenti particolari, addirittura un’auto e una Vespa, ed eccezionale la cucina di  uno dei ristoranti interni all’hotel Phoenicia il Boccalupo, dove ho potuto gustare una buonissima pizza. Lo stesso dicasi anche per un ristorante a pochi minuti di cammino dall’hotel il Premiata, presente anche a Milano, che ci ha servito ottimi piatti della cucina italiana. In tutti i casi il rapporto qualità – prezzo è stato davvero buono.

A conclusione del mio racconto posso affermare che Bucarest è stata una sorprendente scoperta e mi ha convinto a tal punto da inserirla nella lista delle città da visitare quanto prima e in compagnia di tutta la famiglia. Sono tantissime infatti le cose che, in questo primo viaggio ho solo intravisto, ma non ho potuto scoprire e che sono sicura non mi deluderanno!

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

1 Comment

  1. […] Bucarest Otopeni e da lì sono raggiungibili prendendo un’auto a noleggio o tramite taxi (occhio ai furbetti, avevamo letto i consigli di Catia ma ci hanno fregato lo stesso. Chiedete sempre prima il prezzo e […]

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