La mia visita alla Mostra Monet a Roma

Mostra Monet

La Mostra Monet a Roma nel complesso del Vittoriano: un meraviglioso e coinvolgente racconto sulla vita e le opere dell’artista considerato uno dei padri dell’Impressionismo.

E’ stato il mio regalo di Natale: sotto l’albero ho trovato due biglietti per la Mostra Monet a Roma. Così  io e mio marito, il 4 gennaio scorso, siamo partiti alla volta della Capitale e dopo una bella camminata abbiamo raggiunto il Complesso del Vittoriano, sede della mostra allestita nell’Ala Brasini.

Questa passeggiata sotto la Colonna Traiana, tra le rovine dei Fori Imperiali con sullo sfondo l’immenso Altare della Patria sarebbe, da sola, valsa il viaggio a Roma, ma c’è stato molto di più.

60 capolavori per un racconto

Sono ben 60 i capolavori provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che in un percorso che si snoda in più sale e su più livelli, raccontano, dalle origini alla fine, la vita e la personalità del pittore, quasi sfogliando le pagine di un variopinto libro illustrato. Le opere esposte erano tra quelle che l’artista conservava nella sua casa di Giverny e che, alla sua morte, il figlio decise di donare al museo.

Durante passati viaggi avevo già avuto modo di ammirare dei dipinti di Monet, lo ammetto, da sempre uno dei miei artisti preferiti, opere di indubbia bellezza, ma spesso poste accanto a quelle di altri pittori, a confronto con stili e dipinti di epoche differenti.

Vedere tante opere dell’artista tutte insieme, esposte in un percorso cronologico, che passa dalle prime caricature ai ritratti dei figli, dalla rappresentazione di paesaggi fino alla trasposizione sulla tela di suggestivi angoli di un giardino, è stato come entrare poco a poco nella sua vita e nel suo mondo. Un mondo che alla fine della visita ho personalmente faticato a lasciare.

Impressionante (non trovo altro termine😀) poter osservare così da vicino i giochi di luce ed i riflessi restituiti da ogni singola pennellata stesa sulla tela. Soggetti che sembrano emergere magicamente dal groviglio di colori a volte sfumati, a volte dai contrasti netti e decisi. Medesimi protagonisti che spesso, dipinti a distanza di tempo o con diverse condizioni di luce, sembrano completamente trasformarsi. Nella maggior parte dei casi, prima dell’immagine, ad arrivare all’osservatore è l’emozione, tanto che viene da chiedersi se, quello che si prova è proprio quello che l’artista ha voluto trasmettere. Osservando quel paesaggio, quelle ninfee, quelle cascate di glicini o quel roseto sembra proprio di essere lì davanti, di essere immerso in quell’ambiente rappresentato.

Multimedialità quanto basta

All’entrata i visitatori possono sostare in una saletta con posti a sedere dove, su un grande schermo, un efficace video racconta in modo chiaro e completo quello che andranno ad osservare. Nel racconto della biografia dell’artista, vengono già forniti spunti che diverranno chiavi di lettura per una migliore comprensione delle opere e dell’autore.

Molto utile l’audioguida (in italiano), fornita all’ingresso e compresa nel costo del biglietto, alla quale è possibile applicare i propri auricolari. Digitando il numero esposto lungo il percorso si possono ascoltare e riascoltare dettagliate informazioni su alcuni dei dipinti e sul periodo nel quale sono stati realizzati. Per chi lo desidera, inoltre, digitando dei codici suggeriti dallo stesso dispositivo, sono disponibili  anche approfondimenti sul contesto storico di riferimento e molte curiosità sulla vita di Monet.

Lungo il percorso sono presenti anche alcuni schermi con video di approfondimento mentre, in due dei corridoi di accesso, immagini proiettate sulle pareti e sul pavimento danno la sensazione di trovarsi proprio all’interno di un laghetto di ninfee. Quando, come in questo caso, gli strumenti multimediali non surclassano, ma sono di ausilio alla presentazione delle opere, li trovo molto utili soprattutto perché  permettono di cogliere tanti aspetti che, ai non esperti come me, sfuggirebbero.

Cosa mi ha colpito

La visita a questa mostra avrà tra i miei ricordi un posto speciale, ne sono certa. Alcune cose più di altre mi hanno colpito.

Quasi commovente osservare in una teca gli occhiali che il pittore dovette indossare dopo un intervento agli occhi, la sua pipa e una tavolozza di colori ormai rappresi. Chissà quali meraviglie questi ultimi avrebbero potuto rappresentare, una volta stesi sulla tela, se solo non fosse sopraggiunta la morte a fermare la mano di Monet?

Tutti bellissimi i dipinti esposti, ma non avrei voluto staccare lo sguardo dalle “Ninfee”, da “Il Roseto” e da “I glicini”.

E’ stato piacevole osservare anche la gente, protagonista essa stessa di questa mostra, con gli sguardi assorti, la meraviglia stampata sul viso, il desiderio di immortalare tanta bellezza con uno smartphone. Anche io ho scattato, ma riguardando la galleria immagini sono rimasta un po’ delusa: la magia dei colori è rimasta quasi tutta tra quelle pareti. Mi restano i ricordi, bei ricordi dai vividi colori.

Mostra Monet

Qualche informazione in più

L’accesso alla mostra è consentito con i seguenti orari:

  • dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
  • venerdì e sabato 9.30 – 22.00
  • domenica 9.30 – 20.30

La biglietteria viene chiusa un’ora prima.

Il costo del biglietto intero è di 15 euro, 13 euro quello per il ridotto (oltre 65 anni, ragazzi da 11 a 18 anni, studenti fino a 26 anni, militari in servizio di leva e appartenenti alle forze dell’ordine, diversamente abili, giornalisti).

Ulteriori riduzioni sono previste per bambini da 4 a 11 anni, gruppi, guide, scuole.

Acquistando un biglietto open ti consentirà di scegliere il giorno e l’orario di ingresso oltre a saltare eventuali code, ma attenzione, il biglietto può essere utilizzato solo a partire dal 4° giorno successivo a quello di acquisto.

La mostra, il cui termine era previsto per l’11 febbraio, è stata di recente prorogata fino al 3 giugno 2018. La cosa non mi ha stupito, mi ha fatto invece un immenso piacere: molte altre persone avranno la possibilità di vedere questi capolavori e potranno lasciarsi affascinare dal sorprendente racconto di una vita spesa per l’arte, passata a trasferire sulla tela, pennellata dopo pennellata, l’emozione suscitata dalla bellezza.

E tu hai già visitato la Mostra Monet a Roma? Se vuoi, raccontaci cosa ti è piaciuto.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

1 Comment

  1. […] stata la mostra Monet a portarmi nei primi giorni di questo nuovo anno all’interno del Complesso del Vittoriano e, su […]

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