Alta Valle del Tevere: 2° giorno di blog tour

Continua il racconto del blogtour in Alta Valle del Tevere. Tra borghi, castelli e tante buone leccornie, la parte nord dell’Umbria è uno scrigno di tesori!

La scoperta della zona settentrionale della nostra amata Umbria, prosegue con il mio racconto, dopo che già Catia nel suo post ti ha stuzzicato con le prime meraviglie di questo territorio, ammirato in occasione del blog tour organizzato da Visit Alta Umbria.

 

Borghi e Castelli da vedere nell’Alta Valle del Tevere

Per prima cosa, voglio parlarti di un luogo che mi ha fatto battere il cuore, sarà che amo la storia e le fortezze, ma il Castello di Sorbello, sono sicura, ammalierà anche te! 

Questa enclave Toscana in Umbria, feudo imperiale fino a 200 anni fa, ospita la meravigliosa sagoma di un Castello, raggiungibile dopo un tortuoso viale alberato che si inerpica su di una collina. Ad accoglierci qui è stato Gian Filippo Ranieri, figlio del Marchese Ranieri, che ci ha condotto all’interno della fortezza, voluta dalla famiglia dei Marchesi Bourbon del Monte nel X sec.
Dall’iniziale torre difensiva, con il passare del tempo, furono fatti diversi ampliamenti (scalone d’accesso, sale con elaborati stucchi e affreschi, la Chiesa, il cortile interno) per farne una vera e proprie corte.

La vera sorpresa è che una parte del Castello è tutt’ora abitato dalla famiglia Ranieri che utilizza anche la Chiesa interna per le cerimonie religiose.

Castello di Sorbello - Alta Valle del Tevere

Non distante dal Castello, si incontra Lisciano Niccone, dove ad accoglierci è stato il giovane Sindaco Gianluca Moscioni che ci ha raccontato di come il suo comune sia l’ideale per gli amanti della natura, in particolare delle escursioni da fare in mountain bike, lungo l’anello che parte da qui e circonda il Lago Trasimeno.Poco più su, il Castello di Lisciano, in parte abitato, è il luogo scelto dall’amministrazione per l’evento estivo, Lisciano in Jazz che ogni anno, a luglio, porta in questo splendido cortile panoramico spettatori da tutto il circondario.

Un altro luogo in vicinanza che merita sicuramente una visita è la Chiesa di S.Niccolò di Val di Rose con l’annesso ex convento dell’ordine benedettino degli Olivetani, ora trasformato in appartamenti residenziali.

Dal confine umbro-toscano, abbiamo raggiunto l’abitato di Preggio, frazione di Umbertide, abitato da sole 120 persone! In questo borgo silenzioso dove poter godere di splendidi panorami, aleggia una storia contenuta nella Leggenda Perugina che racconta di quando S.Francesco d’Assisi, passando per queste zone, convertì il cuore violento e astioso di un uomo, la cui pia moglie si era rivolta al Frate per ottenere la Benedizione.

Lasciato Preggio, ci siamo spostati verso est, fino a raggiungere Pietralunga, comune di circa 2200 abitanti, ma tra i più grandi per l’estensione territoriale.

Questo borgo medievale ancora cinto dalle mura e il cui simbolo è la torre pentagonale chiamata Rocca, ospita il Monumento Regionale al Partigiano Umbro, all’interno del riqualificato Parco della Pace. Sapevi, a tal proposito, che questo paese è l’unico della nostra regione a essere stato decorato al Valor Militare? 

Accompagnati attraverso i suoi vicoli più antichi dall’attuale Sindaco Mirko Ceci, abbiamo scoperto ache un altro dei simboli di Pietralunga è la mannaia, questa curiosità è legata al fatto realmente accaduto l’11 settembre 1334, quando

un certo Giovanni di Lorenzo di Picardìa per recarsi in pellegrinaggio a Lucca passò per Pietralunga, qui venne ingiustamente accusato di aver ucciso un uomo e per questo condannato a morte. Poco prima dell’esecuzione lo sventurato si rivolse fiducioso al Volto Santo e nel momento in cui il boja tentò di tagliargli la testa con la mannaja accadde qualcosa di miracoloso: la lama si rivoltò. 

– dal sito www.turismo.pietralunga.it –

Immergendoci nell’atmosfera medievale delle viuzze del centro storico abbiamo anche notato dei bellissimi disegni che decorano le cassette di acqua e metano all’esterno delle case, il Sindaco ci ha spiegato che a creare questi piccoli angoli di colore sono stati artisti che hanno soggiornato nel borgo. Davvero singolari!

Il blog tour è terminato in un luogo, anzi, in un borgo tra i più belli d’Italia, di cui vi aveva già parlato Angelica: Montone. Una sbirciatina alla Torre Civica, antica prigione medievale, un salto alla sorprendente Rocca di Braccio e una breve visita guidata del Museo Comunale, all’interno della Chiesa e dell’ex Convento di San Francesco, hanno fatto da contorno al motivo principale della nostra visita di quel giorno: la 34°edizione della Festa del Bosco di Montone.

 

Cosa e dove mangiare nell’Alta Valle del Tevere

La Festa del Bosco di Montone ogni anno conduce a sé tantissimi visitatori da tutta l’Umbria e anche dalle regioni confinanti che arrivano in questo luogo per conoscere i prodotti dei 60 operatori presenti per l’occasione. Il paese si veste a festa, adibendo vecchi garage e locali sfitti a botteghe temporanee dove curiosare tra prodotti artigianali e novità.

Uno dei richiami di questo evento è sicuramente la proposta enogastronomica che, attraverso le imprese agricole locali, offre ai partecipanti una gustosa panoramica sui prodotti tipici di questa stagione: olio, funghi, caldarroste, vino novello, tartufi, ecc.

Tra un ballo, una mostra e una passeggiata nei vicoli, una sosta in qualche banchetto di degustazioni era inevitabile, anche se il ricco pranzo di quella domenica a Pietralunga mi aveva saziato alla grande.

La giovane Chef Federica, infatti, aveva deliziato tutto il gruppo all’interno dell’Osteria del Podestà, un piccolo ristorante nella Piazza principale di Pietralunga. Curioso di sapere il menu che ha conquistato tutti i commensali?

Ti accontento subito:

  • antipasto misto composto da torta con scarola, mantecato di patata bianca di Pietralunga e tartufo, salumi locali e una buonissima carne salada di Chianina
  • gnocchi di patata bianca con ragù bianco di Chianina (scommetto che la foto ti fa venire l’acquolina in bocca!)
  • fazzoletti ripieni di salsiccia e uva americana conditi con burro, timo e semi di papavero
  • semifreddo di banane e cioccolato Ranco o cheesecake alla vaniglia con caramello salato e arachidi o fichi caramellati

Golosità - Alta Valle del Tevere

Ti svelo un piccolo peccato di gola: prima di andare a pranzo ci eravamo già concessi un gustoso aperitivo con prelibatezze umbre e qualche bollicina, presso la hall dello storico Hotel Candeleto (sempre nel comune di Pietralunga ma a 600 metri slm), una struttura ricettiva di grandi dimensioni in stile alpino, sorto nella prima area turistica nata in quel territorio.

Il surplus di questo hotel? La meravigliosa vista dagli ampi terrazzi dello stabile (foto in evidenza).

Infine, se sei curioso di rileggere il racconto live che abbiamo dell’esperienza, sbircia nel nostro Storify.

La mappa mostra le mete del nostro blog tour:

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Marina Foddis

Travel Blogger
Umbra con il cuore Sardo, dottoressa in economia del turismo, e-tourism marketing specialist, laureanda in economia e management e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!" Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

1 Comment

  1. […] di questa prima giornata nell’Alta Valle del Tevere termina qui, sarà Marina a parlarti del secondo giorno di blog tour, continua a […]

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