Paesi fantasma in Umbria: Scoppio (TR)

“Ucci ucci, sento odor di cristianucci”! Torniamo a parlare di fantasmi e questa volta di paesi fantasma in Umbria.

Scopriamo Scoppio (TR), o meglio, quel che ne rimane..

Siamo partiti con Catia che ci raccontava come vivere una vacanza con i fantasmi, poi siamo volati in Sardegna per scoprire, nel suo entroterra, ben due paesi fantasma, oggi vi porto con me a scoprire Scoppio, (facente parte del comune di Acquasparta) in Umbria, “ghost town” nella provincia di Terni.

Questo luogo nacque nel Medioevo e derivò il suo nome dal latino “scopulus” (rupe, roccia) poiché si trova ancorato a uno sperone (a 640 m slm) che affaccia sui Monti Martani. Ad oggi solo 8 persone risultano residenti in questo luogo, ma non nel centro storico che risulta in completo stato di abbandono.

Paesi Fantasma in Umbria – arrivare a Scoppio

Il paese, o meglio quello che ne rimane, si raggiunge, nel sud dell’Umbria, percorrendo la provinciale 418 che collega Acquasparta (TR) con Spoleto (PG). Venendo dal territorio ternano, ti troverai la deviazione per scoppio sulla sinistra, a circa 9 km dal comune di cui fa parte. Da qui dovrai percorrere ancora 7 km di strada sterrata e seguire l’indicazione per il rifugio escursionistico; potrai lasciare l’auto a circa 5-10 minuti a piedi dal paesino.

Paesi Fantasma in Umbria – la storia di Scoppio

Ma cosa successe a Scoppio? Il paese che all’inizio del Settecento contava 25 focolari, venne abbandonato negli anni ’50 del Novecento, a seguito dei danni riportati a seguito di una triste serie di eventi tellurici. Questo agglomerato di case in pietra che affaccia sul Fosso della Matassa divenne così uno dei 4 paesi fantasma della nostra regione (insieme a Biselli, Marzana e Umbriano).

Intorno ai suoi resti sono presenti tartufaie e boschi che nascondono alcuni sentieri del CAI.

Attualmente a Scoppio sono visibili il rifugio escursionistico restaurato nel 1992 (ma ad oggi si trova purtroppo in grave stato di abbandono), alcune abitazioni e la Chiesa di S.Michele Arcangelo, ad unica navata, spogliata degli arredi ma dove ancora è possibile ammirare degli interessanti affreschi. Ti consiglio anche di alzare la testa per ammirare il suo bellissimo campanile a vela (senza campane), ben visibile dall’area esterna posta dietro l’abside dell’edificio.

Leggendo in giro nel web (lì non me ne sono accorta) sembra che nel pianterreno adiacente questo luogo di culto vi fosse un piccolo cimitero dove, fino a qualche tempo fa, si potevano vedere affiorare delle ossa umane….brrrr!

Tutta l’area è stata oggetto di accampamenti improvvisati (compresi gli interni delle abitazioni) e quindi girando per la zona è possibile trovare di tutto: materassi, vecchie sedie, resti di stoviglie, abiti, bombole del gas usate, ecc.

Fossi in te sarei prudente nella visita tra queste mura.

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Marina Foddis

Travel Blogger
Umbra con il cuore Sardo, dottoressa in economia del turismo, e-tourism marketing specialist, laureanda in economia e management e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!" Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

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