Non solo medioevo: arte contemporanea in Umbria

arte contemporanea in Umbria

Oltre i borghi medioevali e le rievocazioni storiche c’è un’Umbria vivace, innovativa e insolita. Oggi facciamo un viaggio in 4 tappe che non potete perdervi se amate la sperimentazione visionaria degli artisti contemporanei: 4 musei in 4 città che vi lasceranno a bocca aperta. 

Città di Castello: Palazzo Albizzini ed Ex Seccatoi del Tabacco

Ho scoperto e apprezzato l’opera di Alberto Burri alcuni anni fa, grazie ad un’amica pittrice che mi parlò con entusiasmo di questo artista che nel secondo dopoguerra sconvolse il mondo dell’arte, utilizzando tecniche e materiali  inusuali.

A Città di Castello, luogo di nascita dell’artista, ha sede la Fondazione Burri, che si occupa della gestione, conservazione ed esposizione delle sue opere.   L’esposizione è divisa in due sedi: Palazzo Albizzini, risalente al XV secolo, è stato restaurato tra il 1979 e il 1981 e ospita 130 opere del maestro  che testimoniano la forza espressiva e creativa della sua sperimentazione con materiali insoliti. Qui potrete osservare le opere della serie Ferri, Catrami, Legni, Muffe, Sacchi, Gobbi, Combustioni, Cretti e Cellotex e alcuni lavori grafici e bozzetti.  

Nel 1978 Alberto Burri ottenne l’uso in concessione gratuita di un capannone costruito negli anni ’50 per l’essiccazione del tabacco tropicale e l’anno seguente inaugurò la mostra dedicata al cicolo “Il Viaggio”. Oggi presso gli Ex-Seccatoi del Tabacco di Città di Castello, sono esposte le opere appartenente ai “cicli” degli anni ’70 :Il Viaggio, Annottarsi, Non Ama Il Nero, Rosso e Nero, Orsanmichele e altri. In questo periodo l’artista creò alcune serie di lavori che non possono essere separati, in cui ognuno è solo una pezzo dell’opera d’arte intera che deve essere osservata nella sua interezza e nella giusta sequenza, come parti di un racconto che bisogna leggere fino in fondo per comprenderne il messaggio.  Al piano inferiore del capannone sono esposti altri lavori di grafica realizzati da Burri, mentre all’esterno sono esposte alcune sculture. 

Fondazione Burri - Ex Seccatoi del Tabacco, Città di Castello
Fondazione Burri – Ex Seccatoi del Tabacco, Città di Castello

 

Foligno: Centro Italiano Arte Contemporanea

Il CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea è nato a Foligno in una ex centrale del latte ed ex ufficio postale, con l’intento di promuovere l’arte contemporanea italiana e internazionale. Il centro ha ospitato diverse mostre temporanee dedicate ad artisti come Hermann Nitsch, Julian Schnabel e  Sandro Chia. Il museo, illuminato dalla luce naturale soltanto attraverso un lucernario, si sviluppa su tre piani. Lo spazio al piano terra è dedicato agli eventi, mentre le sale espositive sono sugli altri due piani.

Fino al 7 gennaio 2018 al museo è in corso la mostra Manufatto in Situ – 10 paesaggi, che ripercorre le sperimentazioni e le opere d’arte create appositamente per un luogo specifico, mettendo quindi in connessione l’ambiente naturale, quello urbano, l’architettura e l’arte. 

Fa parte del centro, come sede distaccata,  anche la ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno in cui è possibile ammirare la sorprendente opera di Gino De Dominicis, Calamita Cosmica uno scheletro lungo 24 metri con un grande naso appuntito e un’asta dorata che parte da un dito della mano. 

 

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Perugia: Museo Civico di Palazzo della Penna 

Nel cuore di Perugia, in un antico palazzo gentilizio, il Museo Civico di Palazzo della Penna ospita collezioni permanenti ed esposizioni temporanee di arte contemporanea. Recentemente riorganizzata in una nuova esposizione, la raccolta dedicata al futurista umbro Gerardo Dottori  è molto ampia e comprende alcune delle sue opere più conosciute e si è ulteriormente arricchita dalla sezione “I Dottori ritrovati” dedicata allo studio del lavoro dell’artista. Nel museo, inoltre, sono conservate le 6 lavagne realizzate nel 1980 da Joseph Beuys durante lo storico incontro dell’artista tedesco con Alberto Burri alla Rocca Paolina di PerugiaMolto carino e curato anche il BioArt Cafè, ideale per una pausa durante la vostra visita. 

Modellino del Teodelapio di Alexander Calder - Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive, Spoleto
Modellino del Teodelapio di Alexander Calder – Museo Carandente, Palazzo Collicola – Arti visive, Spoleto

 

Spoleto: Museo Carandente – Palazzo Collicola Arti Visive 

Situato nel centro di Spoleto, il grande edificio settecentesco Palazzo Collicola che ospitò re e papi, è adesso la sede del più importante museo umbro dedicato all’arte contemporanea (insieme alla Collezione Burri di Città di Castello).

Il museo è dedicato alla memoria di Giovanni Carandente, collezionista, critico d’arte, docente e giornalista la cui collaborazione con la città di Spoleto e il Festival dei due Mondi cominciò nel 1961 e proseguì per cinquant’anni, producendo eventi memorabili come l’eccezionale mostra Sculture in città, che nel 1962 riempì le strade di Spoleto con opere dei maggiori artisti contemporanei: Arnaldo Pomodoro, Henry Moore, Alexander Calder, Hans Arp, Pietro Consagra, Giacomo Manzù,  Kengiro Azuma, Ettore Colla, Leoncillo Leonardi, Carlo Lorenzetti, Umberto Mastroianni solo per citarne alcuni. Una sale del museo è dedicata proprio a Calder e al suo Teodelapio, donata alla città in occasione dell’esposizione del 1962, mentre un altra sezione espone i bozzetti e gli studi dei maestri che parteciparono all’evento.

Oltre alla sua collezione personale Carandente donò all’amministrazione della città anche la sua biblioteca di arte contemporanea: circa 30.000 volumi ospitati al piano nobile di Palazzo Collicola.  Molto particolare anche  il Caffè Collicola, con tavoli e sedie progettati da designer e artisti. 

 

Pronto a organizzare la tua visita? Qui sotto la mappa per aiutarti nel tour. 

 

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Angelica Scognamiglio

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