Ricordi di un viaggio a Bucarest – Parte prima

viaggio a bucarest

Gli incontri più belli sono quelli inaspettati, può sembrare un luogo comune, ma il mio viaggio a Bucarest è stato proprio così. Una passeggiata nella Città Vecchia e in alcuni dei suoi tanti parchi, il particolare contrasto tra gli stupendi edifici storici e la moderna architettura urbana mi hanno semplicemente affascinato.

A distanza di giorni dal rientro in Italia inizio il racconto del mio viaggio a Bucarest. Una volta scemato il turbinio di emozioni che ogni partenza e ritorno immancabilmente portano con sé, provo a mettere ordine tra i ricordi e quello che affiora è una piacevole sensazione di sorpresa. Sì perché in realtà io in Romania non ci volevo andare, o meglio, un viaggio a Bucarest non era nella mia lista delle cose da fare almeno una volta nella vita, ma ci sono capitata, per fortuna! 😉

La capitale della Romania, una delle città più popolate dell’Unione Europea, dal 13 al 17 settembre scorso ha ospitato i Campionati Mondiali di Karate di stile Goju Ryu. Come accompagnatrice ho seguito mio figlio, uno degli atleti nella Nazionale Italiana, è stato quindi lo sport a farmi volare a Bucarest.

Viaggio a Bucarest

Un volo in rosa e lilla

Per il viaggio sia di andata, sia di ritorno era stata scelta la low cost ungherese Wizz Air con la quale non avevo mai volato. La compagnia, contraddistinta dai caratteristici colori rosa e lilla, garantisce attualmente dei comodi collegamenti diretti tra l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria – Perugia San Francesco di Assisi e l’Aeroporto Internazionale di Bucarest – Henri Coanda (noto anche come Otopeni).

Nulla da eccepire su questa prima esperienza con Wizz Air che, prenotando in ragionevole anticipo, con poco più di 100 € di biglietto, in circa due ore mi ha portato nella capitale romena. Già durante il volo di andata, alcune signore che rientravano in patria e avevano familiarità con la lingua italiana ci hanno dato degli utili consigli sui piatti da assaggiare in loco, sulla moneta nazionale e sulla città nella quale di lì a poco saremmo atterrati e che ci avrebbe ospitato per una settimana.

Grande e moderno, ma soprattutto affollatissimo, anche a detta di chi lo utilizza abitualmente per lavoro, sono state queste le mie prime impressioni sull’aeroporto romeno, degno biglietto da visita di una città in pieno fermento, come avrei potuto constatare di lì a poco.

Un fugace incontro

Visitare Bucarest, come ho già detto, non era lo scopo principale di questo viaggio. Tra fasi di registrazione, allenamenti e giornate di gare, come era giusto che fosse, il tempo da dedicare a passeggiate per la città non è stato molto, ma è stato decisamente sufficiente a incuriosirmi. Durante il soggiorno parte della squadra è stata ospite del Grand Hotel Phoenicia, scelto come quartier generale dell’evento e a circa 11 chilometri dal centro storico della città.

Un quattro stelle di grandi dimensioni e con tutti i comfort nel quale ci siamo trovati davvero bene sia per le stanze, sia per l’attento servizio. Notevole la varietà e qualità della colazione internazionale che ha lasciato davvero tutti a bocca aperta, ma solo per un po’!

Nei nostri giorni di permanenza è stato fantastico vedere la hall ed i corridoi dell’Hotel invasi dalle tute colorate di ragazzi appartenenti ai team di mezzo mondo, quasi una moderna chiassosa Babele.
I collegamenti con il Polivalent Hall, che ospitava tutte le gare e posizionato dalla parte opposta della città, sono stati assicurati tramite servizio navetta, per le uscite durante il tempo libero ci siamo avvalsi invece del servizio taxi. Nelle ore di punta spostarsi verso il centro storico ha richiesto anche mezz’ora di tempo, appena 10 minuti in assenza di traffico.

Curiosando dai finestrini dell’autobus o del taxi, davanti ai miei occhi è apparso un susseguirsi continuo di bei palazzi storici, apparentemente collocabili tra la seconda metà dell’XIX secolo e gli inizi del XX, per stile molto vicini agli edifici della Belle Époque parigina, alternati a immensi palazzoni grigi, squadrati, spesso con chiari segni di degrado, che inequivocabilmente erano da attribuire al periodo della dittatura di Ceausescu.

Un contrasto netto che inizialmente mi ha stupito, ma al quale, quartiere dopo quartiere, l’occhio pian piano si è assuefatto fino a percepirlo come un’immagine unica e originale di questa grande città.

La presenza inoltre di numerose costruzioni spiccatamente moderne, con immense facciate a specchio, colorate e accattivanti gigantografie pubblicitarie e avveniristiche insegne luminose mi hanno dato l’idea di una Bucarest pronta a raccogliere in pieno le sfide del futuro.

Sarà stata una forma di suggestione o qualcosa di molto vicino, ma in cuor mio mi sono trovata a fare il tifo per una Bucarest che giorno dopo giorno, quartiere dopo quartiere sta cercando di riqualificare le zone più grigie della città, testimonianza di un triste passato nemmeno troppo lontano, consegnandole ad un incalzante futuro.

Le ampie strade, le immense piazze, le fontane, e ancora, le grandi e verdi rotatorie, sempre molto curate come i numerosi parchi hanno contribuito a darmi l’idea di una città pronta a “sbocciare”, ormai avviata ad  affermarsi come nuova meta turistica.

Il fascino della Città Vecchia

Tappa quasi obbligata in uno dei momenti liberi è stata una passeggiata alla Città Vecchia. Una volta lasciato il taxi ci siamo addentrati a piedi in un dedalo di vie piene zeppe di locali, posti l’uno accanto all’altro, dove è possibile mangiare e bere a qualsiasi ora del giorno, non sembra esserci infatti un orario più o meno indicato per consumare il pranzo o la cena.

Accanto al tipico ristorante greco è possibile trovare il venditore di kebab e poco più in là un locale dal nome e dal menù inequivocabilmente italiano e così via: un susseguirsi di ristoranti, bar e negozi caratteristici molto frequentati. Complice il bel tempo e le alte temperature, 30° C e oltre, che varie persone del luogo ci hanno confermato essere decisamente fuori media stagionale per il periodo, le vie del centro erano superaffollate, una città davvero vivace!

Quasi tutta la passeggiata si è svolta con il naso all’insù nell’intento di seguire con lo sguardo l’elaborata architettura degli imponenti edifici storici. Tanti i musei, i teatri, le chiese e i luoghi di interesse che purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitare, ma che lasciano intuire tutta la ricchezza culturale che questa città aveva raggiunto in un passato non troppo lontano e che da trent’anni a questa parte sta cercando di recuperare.

Il mio racconto, per ora, si ferma qui. Di altri aspetti sorprendenti che ho avuto modo di scoprire durante il tempo passato a Bucarest tornerò a parlare ancora. Se ti piace conoscere qualcosa in più su questa capitale europea, continua a seguire FairBlogTravel.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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