Autori di Sardegna per conoscere davvero l’isola

autori di Sardegna

Quando il racconto di un luogo passa per un libro esso diventa immortale. Cinque autori parlano di Sardegna a modo loro e ti invitano a scoprire questa terra unica, perché l’isola ti possa accompagnare non solo in estate.

Ho letto tanto sulla Sardegna, la mia sete di informazioni, fatti, avvenimenti e luoghi non si è mai placata, anzi, ogni volta si alimenta con un nuovo viaggio nell’isola, quando riservo almeno un paio d’ore alla ricerca di testi che raccontino le mie origini e il mondo Sardo.

Da qualche mese ho scoperto che una piccola e graziosa libreria, qui in Umbria, può farmi sentire meno lontana dalle coste che tanto amo. A Bastia Umbra (PG), infatti, Annalina Mesina ti accoglie con un sorriso e ti porta alla scoperta della lettura tra le mura di “Musica e libri“. Il cognome è inequivocabile, il suo paese natio è Ozieri, in provincia di Sassari e le sue origini entrano delicatamente anche nella sua attività attraverso uno scaffale che ospita le novità editoriali degli autori sardi, cosa rara, se non inesistente, nel cuore verde d’Italia.

Ho conosciuto Annalina attraverso l’associazione culturale sarda “Shardana”, nata in Umbria nel 2016, capitanata dalla Presidente Nicoletta Menneas, mia ex collega di studi universitari. Per te sardo emigrato, o figlio di emigrati che stai leggendo questo post, sappi che come me puoi iscriverti all’associazione e sentire meno la nostalgia di quella regione che batte nel nostro cuore…e poi organizzano tanti eventi interessanti!

Autori di Sardegna

L’occasione di questo incontro mi ha invogliato a scrivervi dei miei tre autori sardi preferiti e dei due che ho scoperto questa estate, proprio nella libreria di cui ti ho appena parlato.

Mi sono avvicinata agli scritti che parlavano di Sardegna a partire dal 2008 quando, su segnalazione della mia Professoressa di italiano, inizia a conoscere lo stile di Marcello Fois, con l’allora suo libro “Memoria del vuoto“.

Samuele Stochino è il protagonista di questa storia che si snoda tra detti in sardo, fatti storici e simbologia in un’area della Sardegna che conosco molto bene, quella dell’Ogliastra in particolare, del paese di Arzana. Con il racconto di questo bandito, la Tigre d’Ogliastra, realmente esistito, ho iniziato a raccogliere i tasselli di un passato non troppo lontano, ma che per vari motivi appartiene anche a me.

«Quel bambino ha il cuore a forma di testa di lupo, dice all’improvviso Annìca, ha il cuore spigoloso come quello degli assassini. Antioca le punta il dito contro, ma lo sa che sta combattendo una battaglia già persa. Dio sparge i cuori a forma di testa di lupo, di scimmia, di pesce, dentro ai petti di certi umani, perché sono cuori senza scelta, col destino scritto».  – Memoria del vuoto

Di Fois ho letto anche molto altro e ogni volta ho amato trovarmi tra le sue parole. Sapevi che Marcello è anche sceneggiatore televisivo, cinematografico e di teatro?

Per puro caso questa volta, sono venuta a conoscenza nel 2010, del romanzo “Accabadora“, della scrittrice sarda Michela Murgia, ora anche approdata in televisione con il programma Quante storie su Rai 3. Il suo libro è uno di quelli che ho letto con più foga, mentre leggevo continuava a crescere la mia curiosità di sapere cosa sarebbe successo dopo, anche qui scoprendo un lato della storia sarda non molto lontana dal XXI secolo, ma che racchiude in se’ tanti simboli, usi e tradizioni che hanno plasmato la Sardegna di oggi.

Gli ci volle qualche minuto per ricordarsi chi e cosa era, ché riemergere da sé stessi è tanto più difficile quanto più si è profondi. – Accabadora

La donna italiana, primo Premio Nobel per la lettura nel 1926, fu Grazia Deledda, la scrittrice nuorese che ha fatto scoprire al mondo la Sardegna con i suoi racconti di vita pastorale, di campagna, di religione, di destino e realtà, temi che come nessun altro raccontano bene come si viveva qui un secolo fa.

Questa grande penna del XX secolo, troppo spesso ingiustamente dimenticata nei libri di scuola, ha un angolino speciale nel mio cuore con il suo romanzo “Marianna Sirca” prima e con “Canne al vento” poi. Nei luoghi della sua vita sarda e poi in quello dove riposa, entrambi a Nuoro, sembrano echeggiare le parole venute fuori dalla sua anima.

A misura però che l’uomo si avvicinava ella perdeva anche la coscienza ultima della sua forza. Le ginocchia le si piegavano; e quando Simone le prese le mani e l’attirò giù invitandola a sedersi di nuovo e anche lui sedette davanti a lei per terra a gambe in croce, senza rallentare la stretta delle mani, si sentì subito un’altra, una cosa di lui.  – Marianna Sirca

Quest’anno Marcello Fois, con Michela Murgia, sta girando i teatri per raccontare Grazia Deledda con la pièce “Quasi Grazia”, nata dal “romanzo in forma di teatro” che narra tre momenti principali della vita della celebre scrittrice.

Le mie letture estive invece le ho dedicate a due autori che prima non conoscevo, il sardo Giacomo Mameli e l’Umbra Federica Bordoni. Ti starai chiedendo: ma non stavamo discutendo di autori sardi?
Hai ragione, ma la Professoressa Bordoni è diventata sarda d’adozione, dopo aver spostato uno stintinese che, sono sicura, l’ha fatta innamorare del suo paese natio. Il titolo del suo libro, non a caso, è proprio “Isthintini“, in lingua sarda, in cui la Bordoni racconta in 4 capitoli (silenzio,sogno, riflessione, visione) una storia che sa di lavoro, paesaggio e destino, il tutto accompagnato da una piccola lucertola verde che ogni tanto fa capolino tra le righe.

Annottava, il mare perdeva la trasparenza della pietra preziosa e trasmutava in una solida seta lucida sulla quale languivano gli ultimi riflessi luminosi del sole ormai invisibile oltre l’orizzonte e presto avrebbe specchiato la luna e le stelle e le luci rad del paese. – Isthintini

Il giornalista Giacomo Mameli invece, nel suo “Le ragazze sono partite” del 2015 e aggiornato con altri due racconti nel 2016, ci parla delle case svuotate, delle donne costrette all’emigrazione per costruirsi un futuro lontane dalla Sardegna, terra amata ma con poche opportunità. Nei prossimi giorni farò la conoscenza di tutte queste anime raccontate dal Mameli, ma già ti posso dire che questo libro lo metterò tra i migliori letti quest’anno.

Tutti seduti intorno al focolare che era al centro della cucina annerita dal fumo. Non parlava nessuno, come succedeva in tutte le case dei poveri che non hanno voglia di raccontarsi le miserie di un giorno uguale all’altro. – Le ragazze sono partite

 

Post in collaborazione con "Musica e Libri"
Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail
The following two tabs change content below.

Marina Foddis

Travel Blogger
Umbra con il cuore Sardo, dottoressa in economia del turismo, e-tourism marketing specialist, laureanda in economia e management e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!" Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

1 Comment

  1. […] lei, in particolare, ha scritto Bepi Vigna, il noto scrittore e regista baunese e in questo video puoi vedere una trasposizione del racconto sotto forma di […]

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.