Mongolfiere sui cieli dell’Umbria

Mongolfiere

Affascinano grandi e piccoli con i loro colori sgargianti, la loro forma tondeggiante, quasi rassicurante, quella loro capacità di solcare i cieli in modo maestoso e silenzioso: le mongolfiere. Tantissime quelle presenti alla Sagrantino Cup 2017 e che hanno dato vita ad uno spettacolo entusiasmante.

Era un sogno nel cassetto che riaffiorava ogni volta che alzando gli occhi al cielo scorgevo una mongolfiera in qualche angolo: vedere da vicino questi giganti buoni che nell’immaginario associo ad un senso di assoluta libertà, al modo forse più romantico di intraprendere un viaggio.

Questo sogno l’ho realizzato pochi giorni fa sgattaiolando fuori di casa alle cinque del mattino e recandomi al Parco Acquarossa di Gualdo Cattaneo. Zaino in spalla, macchina fotografica reflex e cellulare come compagni, dopo un’ora di viaggio sono arrivata al punto di partenza della Sagrantino Cup 2017.

Alle prime luci del mattino l’aviosuperficie era brulicante degli oltre 50 equipaggi partecipanti, già in posizione o in procinto di prendere il proprio posto: una babele di lingue tutta da ascoltare. Tanti i curiosi intenti ad osservare le varie fasi preparatorie e, come me, a caccia di emozioni.

Il risveglio dei giganti

La prima immagine che mi si è parata davanti è stata quella di una lunga fila di involucri stesi ordinatamente ai bordi della pista, con accanto la propria cesta. Fatta eccezione per il fragoroso soffio di qualche bruciatore, che veniva acceso qua e là per le prove, tutto sembrava tacere. Poco a poco sono entrati in azione dei potenti ventilatori che hanno cominciato a spingere aria in quelle che sembravano le fauci spalancate di grosse balene variopinte. Grazie al fuoco intermittente sparato dai bruciatori, in men che non si dica, la zona si è popolata di una selva di grossi palloni colorati, giganti risvegliati da un lungo sonno, ciascuno con il suo equipaggio a bordo. Uno spettacolo festoso con i colori che diventavano via via più sgargianti sotto il tiepido sole mattutino.

Incontri ravvicinati

Poter osservare le mongolfiere da vicino mi ha permesso di constatare le loro reali dimensioni e mi sono sembrate davvero grandissime, ma soprattutto mi ha consentito di capire quanta tecnica, perizia ed esperienza necessiti l’utilizzo di quello che è pur sempre un mezzo di trasporto aereo. Dai gesti sicuri, precisi e veloci dei vari team, che mi sono soffermata ad osservare, traspariva un’abilità che può essere raggiunta solo dopo molti voli.

Alcune delle mongolfiere si sono levate immediatamente e sono volate via lontano, altre hanno stazionato a lungo a pochi metri da terra, lasciandosi ammirare in tutta la loro maestosità.

Il premio simpatia va sicuramente alla mongolfiera raffigurante un Minion che ha cercato di prendere il volo più volte, ma è sempre tornata a terra. Quando me ne sono andata stava ancora facendo l’ennesimo tentativo di sollevarsi in volo, con la sua buffa espressione sembrava davvero un essere animato e sconsolato.

I più temibili sono stati invece i “pirati”, ovvero il team con la mongolfiera azzurra con uno scheletro penzolante e l’inconfondibile bandiera con teschio bianco in campo nero. Mentre li stavo fotografando, mi sono accorta che uno dei passeggeri mi stava sparando con un fucile ad acqua, per mia fortuna non doveva avere una buona mira.

Una bellissima cornice

A fare da sfondo alle variopinte mongolfiere che si liberavano in volo è stato un angolo particolarmente suggestivo della campagna umbra con le sue dolci colline, il giallo delle stoppie e il verde della vegetazione rinvigorita dalle ultime tanto attese piogge. Una degna cornice che ha permesso ai presenti di catturare immagini veramente suggestive di questa competizione, immagini che in alcuni casi possono arrivare a fare il giro del mondo.

Tutti, ai bordi della pista, avevano uno smartphone o una macchina fotografica a portata di mano (qualcuno tutte e due) per immortalare quello che le parole possono difficilmente descrivere. Per quanto mi riguarda, durante tutta la fase della partenza, una sola frase mi passava per la mente:

Vorrei ma non posto…

Ero nel bel mezzo di un sogno che si stava avverando e l’ho voluto vivere fino in fondo, ci sarebbe stato tempo per raccontarlo, ma solo in un secondo momento.

In questo video alcune delle immagini che ho filmato.

Volevo vedere una mongolfiera più da vicino, alla Sagrantino Cup 2017 ne ho viste più di 50 tutte assieme, assistendo a qualcosa di indimenticabile. Aspetterò con pazienza la prossima edizione per godere ancora di questo spettacolo e mi auguro che questa manifestazione continui ancora a crescere e contribuisca, assieme alle belle immagini che ne vengono diffuse, a far conoscere la bellezza della terra che la ospita.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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