Il Pozzo di San Patrizio ad Orvieto

Pozzo di San Patrizio

Tra le cose da vedere ad Orvieto c’è anche il Pozzo di San Patrizio. Con la sua scalinata a doppia spirale ed i suoi 248 gradini riesce ancora oggi ad affascinare i visitatori di ogni parte del mondo. A volere la sua costruzione un papa in fuga da una Roma assediata.

Torno sempre molto volentieri ad Orvieto, una città che ha molto da offrire, con la sua magnifica Cattedrale, la torre del Moro, i suoi musei, e i caratteristici vicoli.

Ogni volta è una piacevole scoperta e, quando posso, una tappa per me obbligata è la visita al Pozzo di San Patrizio. Ho perso il conto delle volte che l’ho visitato, ma trovo sempre un buon motivo per andare. L’ultima visita è stata in occasione di un motoraduno al quale ho partecipato e, come Umbra, confesso che è stato motivo di orgoglio tornarci con un gruppo di persone provenienti da altre regioni d’Italia e che non lo conoscevano.

Un po’ di storia

Quando Papa Clemente VII si rifugiò ad Orvieto per sfuggire alla furia dei Lanzichenecchi che avevano devastato la città durante il Sacco di Roma del 1527, temendo un lungo assedio, volle dotare la cittadina di una riserva di acqua, necessaria per poter sopravvivere. Ordinò così la costruzione di un pozzo e ne affidò la realizzazione ad un noto architetto fiorentino dell’epoca: Antonio Cordini, noto come Antonio da Sangallo il Giovane.

Pensando ad un trasporto del prezioso liquido tramite asini, l’ingegnoso architetto escogitò una soluzione che agevolasse la discesa e risalita degli animali e progettò una scalinata a doppia spirale, con gradini molto bassi, che avrebbe consentito agli infaticabili quadrupedi di procedere andando sempre in un unico senso di marcia e senza doversi incrociare con altri animali durante il proprio tragitto.

L’opera fu realizzata nell’arco di un decennio, senza poter essere vista dal pontefice che l’aveva commissionata, che morì prima del termine dei lavori. Noto inizialmente con il nome di “Pozzo della Rocca”, proprio per la sua profondità venne quasi subito associato alla figura di San Patrizio la cui storia ha a che fare con una profonda caverna, che una leggenda colloca in Irlanda.

Qualche numero e curiosità

Il pozzo ha una parte esterna di forma cilindrica, come il suo interno. E’ collocato proprio nei pressi della cinta muraria della città, in una zona circondata dal verde, raggiunge una profondità di oltre 53 metri e una larghezza di oltre 14. Sono 248 i gradini che formano l’originale e ingegnosa scalinata che, senza soluzione di continuità, consente la discesa e risalita dal pozzo, senza mai passare dallo stesso percorso.

Man mano che si scende in profondità la luce esterna filtra sempre con minore intensità sia dall’apertura superiore, che lascia intravvedere l’esterno, sia dalle 70 finestre, disseminate lungo tutto il percorso, ai davanzali delle quali venivano spostate e collocate le tavole per collegare le due scalinate, ogni volta che il livello dell’acqua nel pozzo si alzava o abbassava.

Un rapido sguardo giù, fino al fondo del pozzo.

Tanta è la notorietà che ha raggiunto questa particolare e ammirevole opera di ingegneria da essere entrata addirittura in alcune espressioni linguistiche. Nei dintorni di Perugia si usa dire “Essere come il pozzo di San Patrizio” per descrivere qualcosa di una profondità tale che non può essere colmata nemmeno con grossi sforzi. Da poco ho scoperto però che, per alcuni, la medesima espressione ha il significato totalmente diverso di “fonte di inesauribile ricchezza”.

Chissà quale tra queste è l’espressione più diffusa? Sarei proprio curiosa di scoprirlo! :)

Un luogo pieno di fascino

Quella del pozzo di San Patrizio è una storia davvero affascinante e che continua a catturare la mia fantasia visita, dopo visita.

In un’epoca in cui la presenza o meno di acqua poteva fare la fortuna o decretare la rovina di una città assediata dai nemici, enorme deve essere stato lo sforzo per ideare e realizzare un’opera così ingegnosa.

Ne è passato di tempo da allora, ma ancora oggi l’acqua continua ad essere un bene prezioso, una risorsa scarsa che, nonostante i moderni mezzi a disposizione, non possiamo considerare sempre e illimitatamente disponibile, come ci insegna purtroppo la cronaca di questi giorni.

Anche nell’ultima visita, come già mi è accaduto in passato, all’interno del pozzo, mi sono trovata a riflettere sulla bellezza di quest’opera realizzata, in un passato tanto remoto, senza l’ausilio di macchine, e che ancora oggi conserva l’aspetto e le caratteristiche di un tempo.

Mi diverte sempre chiudere gli occhi e immaginare lo scalpitio degli zoccoli degli asini riecheggiare all’interno della cavità e il rumore dell’acqua pescata e riversata negli otri, pronta ad iniziare il suo viaggio verso la superficie a dorso di un asino. Quanta differenza con il semplice gesto che oggi compiamo sul miscelatore per far sgorgare, giusto in una frazione di secondo, l’acqua corrente nelle nostre case!

Scendere all’interno del pozzo, evoca per me una sorta di viaggio nelle viscere della terra. Più si percorrono i gradini in discesa, più sembra di lasciare il mondo esterno ed entrare in una diversa dimensione, dove la luce pian piano diventa più rara, il suono assume toni ed echi differenti e anche la temperatura subisce una considerevole variazione.

L’esatto contrario accade invece risalendo e avvicinandosi all’uscita, quando luci e suoni divengono più familiari e si ha la sensazione di tornare ad un mondo conosciuto.

Qualche consiglio per la visita

Quella al pozzo di San Patrizio è una visita adatta a tutti, anche ai bambini. Il mio consiglio è di prendersi il tempo necessario e non lasciarsi scoraggiare dal numero degli scalini.

Affrontare la discesa, ma soprattutto la risalita tenendo un passo lento e costante, prevedendo qualche sosta in caso di affaticamento, può essere di grande aiuto e, una volta risaliti, basterà qualche attimo per recuperare l’eventuale stanchezza.

Il biglietto intero ha un costo di 5 euro, 3,50 euro è il prezzo per il ridotto. Sono previsti degli sconti comitiva.

Nelle vicinanze sono presenti dei chioschi ai quali rifocillarsi mangiando e bevendo qualcosa (meglio se dopo la visita).

Proprio nei pressi del pozzo, è possibile godere di una magnifica vista panoramica che si apre su tutta la vallata circostante e dalla quale si intuisce facilmente perché Orvieto sia stata scelta da Papa Clemente VII per sfuggire ai nemici.

Pozzo di San Patrizio

Se si ha un po’ di tempo, consiglio di visitare anche la Rocca Albornoziana, situata proprio nelle vicinanze. Qui è possibile passeggiare e concedersi qualche momento di riposo, ma soprattutto godere di fantastici punti di osservazione su un’ampia porzione di territorio umbro.

Ecco dove si trova il Pozzo di San Patrizio.

Se lo hai già visitato o, passando per Orvieto, avrai modo di vederlo, lasciami un tuo commento e fammi sapere le tue impressioni.

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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