La Biblioteca Augusta: angolo di storia nel cuore di Perugia

Biblioteca Augusta

Due diversi instameet alla Biblioteca Augusta mi hanno fatto conoscere la bellezza e ricchezza di questo luogo, sono rimasta incantata dai racconti intessuti attorno ai piccoli e grandi tesori che custodisce.

In via delle Prome, a poca distanza da Piazza IV Novembre, ha sede una delle biblioteche pubbliche più antiche del nostro Paese: la Biblioteca comunale Augusta di Perugia. Quando tempo fa, per conoscerla più da vicino, decisi di partecipare ad un primo instameet, non avevo idea di quante cose interessanti avrei scoperto dalla viva voce dei nostri accompagnatori ed è per questo che sono tornata volentieri a visitarla.

Prospero Podiani e la grande passione per i libri

La biblioteca deve la sua origine a Prospero Podiani, nato a Perugia attorno al 1535 da una famiglia agiata. Numerosi scritti, tra i quali anche alcuni dello stesso Podiani, lo definiscono come un letterato, un umanista che dedicò una considerevole parte della vita alla creazione e arricchimento della propria biblioteca personale e che divenne anche uno dei più importanti esperti dell’epoca nel commercio di libri.

Io sin dalla mia prima fanciullezza […] cominciai a mettere ogni fatiga ogni opera et ogni studio per poter haver libri (dé buoni sempre intendendo) in ciascuna sorte di scientie, e tutti quelli pochi Danari che ho possuto havere, gli ho spesi in comperare libri, perché giudicava non potermi acquistare masserizia più degna e più nobile, né tesoro più utile et eccellente di questo […]

Con queste bellissime parole si esprimeva Podiani in una lettera autografa indirizzata al Cardinale Fulvio della Corgna. Parole che riescono a toccare il cuore e far riflettere a distanza di centinaia di anni.

Due le caratteristiche peculiari della biblioteca voluta da Prospero Podiani: la vastità degli argomenti trattati nei numerosi testi che la popolavano e la possibilità per gli studiosi e intellettuali con i quali il proprietario era in contatto di ottenere in prestito i volumi in essa custoditi. Nel 1582 la biblioteca venne donata al Comune di Perugia, ma solo nel 1623, a distanza di anni dalla morte del suo fondatore, assunse il nome di Biblioteca Augusta e venne aperta al pubblico.

Dove si trova

Collocata originariamente in altre sedi, la Biblioteca è ora all’intero di Palazzo Conestabile della Staffa: un bell’edificio costruito tra il 1628 e il 1629 sul Colle di Porta Sole. A metà dell’800 il palazzo fu abitato dalla nipote di Napoleone Bonaparte che la fece diventare un apprezzato salotto culturale.

La costruzione venne acquistata nel 1963 dal Comune di Perugia per ospitare proprio la Biblioteca Augusta e i lavori di restauro vennero affidati al noto architetto Daniele Celabi che eseguì un attento recupero dell’edificio. Sono ad esempio di origine veneziana i vetri delle nuove finestre.

Nella piazzetta antistante l’ingresso principale della biblioteca si trova, la ex Chiesa di Sant’Angelo della Pace oggi Sala Binni. Notevole la vista che si gode dal belvedere con cui termina via delle Prome, una bella immagine di Perugia e del paesaggio circostante. Entrambi gli instameet sono iniziati proprio da qui.

Ricordi e immagini del primo instameet

Sono tanti i ricordi che conservo della prima visita alla Biblioteca Augusta. In alcune teche, predisposte al piano terreno, abbiamo avuto modo di osservare molto da vicino i dettagli di preziosi manoscritti con le loro calligrafie così caratteristiche e curate. Più volte mi sono sorpresa ad immaginare il gesto elegante della mano che si muoveva sul foglio generando lettere da un sottile filo d’inchiostro.

Bellissimi gli enormi corali, vere e proprie opere d’arte, con le loro elaborate e robuste rilegature, le curatissime miniature dai colori vivaci e i riflessi dorati. Veramente interessante ascoltare quanto tempo, quanto lavoro e quante figure intervenivano per la creazione di ogni singolo volume, dalla produzione della pergamena, alla realizzazione dell’ultima miniatura, e per la creazione del quale potevano essere richieste le pelli di un considerevole numero di ovini. Qualcosa di difficilmente immaginabile per visitatori ormai abituati al concetto di “paperless” e agli incalzanti ritmi della vita moderna.

Interessante anche la visita alle diverse sale di Palazzo Conestabile con le sue ampie stanze illuminate dalle numerose finestre e i suoi bei soffitti affrescati. Ha rivelato un fascino tutto proprio anche l’alta torre libraria: costruzione di otto piani, aggiunta solo successivamente, e che custodisce un numero impressionante di libri. Aggirarsi tra gli scaffali dei diversi piani mi ha dato quasi l’idea di perdermi in un labirinto creato da pareti di volumi colorati.

Curiosità del secondo instameet

Completamente diverso è stato il filo conduttore del secondo instameet: alcune foto appartenenti al Fondo Fotografico sono state lo spunto per mostrare ai visitatori l’evoluzione subita in un tempo relativamente recente dalla biblioteca stessa, ma anche qualche curiosità in più.

Una foto scattata prima della costruzione dell’imponente torre libraria, mostra uno spazio vuoto tra gli edifici che ora la contornano, altre illustrano quale aspetto avesse l’entrata e l’attuale atrio.

In una sala del primo piano ci è stata illustrata l’evoluzione avuta nel tempo dai sistemi di catalogazione dei libri, prima di arrivare all’introduzione del digitale. A testimoniarla: un enorme ed ingombrante catalogo cartaceo ingiallito dal tempo e logoro per l’utilizzo, un raccoglitore di schede mobili da compilare a mano ed un raccoglitore con schede realizzate con la stampante ad aghi.

Degli enormi e pesantissimi timbri, la stecca utilizzata per misurare l’altezza dei libri da destinare ai diversi scaffali e una bella macchina da scrivere sono solo alcuni degli “attrezzi del mestiere” appartenenti ad un passato relativamente recente che ci sono stati mostrati.

Molto curioso l’accostamento tra il volume più grande e quello più piccolo della biblioteca, rispettivamente un bellissimo corale e un grazioso libro di fiabe per bambini di provenienza francese (una vera impresa sfogliarlo, figuriamoci leggerlo!)

La parte finale della visita è stata una vera grande sorpresa. Delle foto in bianco e nero, sempre appartenenti al Fondo Fotografico, ci hanno mostrato una Perugia inedita. Un grande fermento si è generato tra tutti i partecipanti intenti ad individuare questo o quello scorcio della città e molto attenti ai racconti delle accompagnatrici.

E’ così che tra le spiegazioni di quella che era la complessa attrezzatura del fotografo di un tempo, che arrivava a trasportare su di un carro addirittura la propria camera oscura, sono apparse le immagini di una Perugia in festa con il Corso Vannucci pieno di gente sorridente per una evento del quale si conosce davvero molto poco: la Festa dell’Uva. Altre immagini hanno restituito una città tristemente ridotta ad un cumulo di macerie per i bombardamenti della II Guerra Mondiale.

Da una foto ingiallita è emerso il ricordo dell’edizione zero di Umbria Jazz tenutasi nel lontano 1971, un’altra ha immortalato una bellissima fontana ghiacciata. Molte foto, che mi hanno particolarmente emozionato, hanno colto l’ingresso degli Alleati nella città, avvenuto nel Giugno del 1944.

Tante storie, tanti i racconti che si sono intrecciati durante le visite a questa biblioteca che, assieme ai suoi tanti libri, continua a custodire una parte importante della memoria della città. Storie che fanno riflettere e che meritano di essere conosciute.

E tu hai mai avuto modo di visitare la Biblioteca Augusta? Ti consiglio di cogliere l’occasione e di aderire ad uno dei suoi prossimi eventi. Chissà quali aspetti potranno ancora essere raccontati?

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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