Alla scoperta delle Colline del Chianti

Colline del Chianti

La partecipazione ad un evento, il Chiantiring, è stata l’occasione per visitare una zona della Toscana che non avevo mai visto: le Colline del Chianti. Roadbook alla mano, percorrere in auto 100 chilometri tra paesi dalle tradizioni antiche e panorami unici è stata un’esperienza che ricorderò a lungo.

C’è sempre una prima volta

Non avevo mai visitato il territorio del Chianti, tanto noto per i suoi vini, così quando mio marito, appassionato di motori, mi ha proposto di partecipare ad un tour riservato alle auto sportive, rassicurata dal fatto che anche la nostra piccola Ford Fiesta XR2i fosse ben accetta, mi sono lasciata “trascinare” in questa nuova esperienza.

Il punto di ritrovo era ad Arezzo e dopo la registrazione, la consegna del materiale, la colazione offerta dagli organizzatori e il briefing per l’illustrazione del percorso e delle modalità di svolgimento dell’evento, mi sono ritrovata con una roadbook in mano.
Appena aperto sono stata assalita da un pizzico di sconforto (quei simboli somigliavano tanto a dei geroglifici!), ma dopo qualche chilometro di marcia ho compreso la fondamentale importanza della manovra di azzeramento del parziale del contachilometri e mi sono calata nel ruolo di navigatore. Impossibile comunque perdersi, le auto dello staff si sono infatti sempre adoperate per mantenere l’intero gruppo dei partecipanti unito.

Chilometro dopo chilometro abbiamo lasciato Arezzo e ci siamo addentrati nel territorio del Chianti.

Un angolo di mondo

Percorrendo le strade di questa porzione di territorio toscano, tra le province di Firenze e Siena, la sensazione che più spesso ho avuto è stata quella di addentrarmi in un angolo di mondo.

Tra salite, discese e tornanti più o meno impegnativi, il panorama che si apriva davanti ai miei occhi subiva repentine variazioni: gruppi di caratteristici cipressi, boschi dalla folta vegetazione, vigneti adagiati sulle sinuose colline, uliveti dai riflessi argentei, casolari e paesini in lontananza. Pur nella grande varietà di immagini, la percezione che ho avuto è stata quella di trovarmi in un territorio unico nel suo genere, con una sua forte identità.

Un’identità sottolineata e rafforzata anche dalle numerose sculture del caratteristico gallo nero, simbolo del pregiato vino Chianti Classico, che spunta nelle piazze, a questa o quella rotatoria o addirittura in mezzo alla campagna. Come me, tantissimi i turisti che in questa giornata di bel sole primaverile si sono soffermati ad immortalarlo. Vederlo mi ha riportato alla memoria la nota sagoma dei tori della Osborne, visti e fotografati tanto tempo fa sulle strade della Spagna, che mi avevano molto incuriosito con quel loro modo particolare di sottolineare l’orizzonte.

Curiosando in rete ho scoperto che il gallo nero, simbolo scelto dal Consorzio Vino Chianti Classico appartiene all’antica Lega Militare del Chianti e, ripreso dal pittore Giorgio Vasari nella “Allegoria del Chianti”, affresco del soffitto nel Salone dei Cinquecento, all’interno di Palazzo Vecchio a Firenze.

Sosta a Greve in Chianti

Sono tanti i centri lambiti o che abbiamo attraversato durante il nostro percorso: Montevarchi, Cavriglia, Castelnuovo dei Sabbioni, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti, solo per citarne alcuni.

La maggior parte di questi paesi, sono quasi certa, avrebbe merito una visita. Ottimo motivo per tornare ancora una volta in questi luoghi dedicando del tempo alla loro scoperta.

Questa è la mappa di alcuni dei luoghi toccati.

Per la pausa pranzo abbiamo fatto tappa nel grazioso paese di Greve in Chianti. Molto bella è la piazza principale dalla particolare forma triangolare e sulla quale si affacciano antichi palazzi, dei bei portici con i loro caratteristici negozi di prodotti locali, i bar con i loro tavolini, i ristoranti e la Chiesa di Santa Croce.

E’ stato molto piacevole fermarsi a fare quattro chiacchiere sotto il loggiato. Anche in un giorno di mercato, con le piazza colma di gente che si aggirava tra le bancarelle, si respirava un gran senso di pace e tranquillità. Una vivacità senza ombra di frenesia e non è proprio un caso che Greve in Chianti appartenga alle rete delle Città Slow e che sia stata una delle città promotrici di questa realtà.

La passione che unisce

Il pranzo era organizzato in uno dei ristoranti più caratteristici di Greve in Chianti, situato proprio in piazza. In un ambiente molto accogliente e con un servizio impeccabile, abbiamo assaggiato i piatti della tradizione toscana, tra cui una fantastica ribollita e degli ottimi cantucci col vin santo, ovviamente non è mancato il buon vino. Fantastica la vista che si godeva dalla terrazza e che lasciava intravvedere la piazza sottostante.

Tre lunghe tavolate dove, almeno io e mio marito alla nostra prima esperienza, ci siamo ritrovati tra “imperfetti sconosciuti” e sottolineo imperfetti perché la passione per le auto, la condivisione di una bella esperienza, della buona tavola e del buon bere, sono stati dei forti elementi di aggregazione. Fin da subito non sono mancate delle sane chiacchiere e a fine giornata, una volta terminato il nostro giro, i saluti sono durati molto, molto a lungo.

Visitare le Colline del Chianti con un tour in auto è stata per me un’esperienza sicuramente originale e positiva, una sorta di invitante avanscoperta di un territorio che mi prometto di esplorare a fondo andando a cercare uno ad uno i suoi tanti tesori. Un territorio che ho lasciato, come spesso mi succede, sussurrando: «Arrivederci!»

Ecco alcune immagini della nostra giornata.

 

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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