Anghiari: la battaglia e i misteri del capolavoro perduto

Battaglia di Anghiari Copia di Peter Paul Rubens

Anghiari è un piccolo borgo nella Valtiberina in Toscana, conosciuto per la battaglia in cui si scontrarono l’esercito fiorentino e quello milanese sulla piana davanti alla piccola città. Uno scontro importante che ha dato vita a racconti, aneddoti, raffigurazioni celebri e un capolavoro perduto (ma non dimenticato).

La battaglia 

Il 29 giugno del 1440 le truppe milanesi dei Visconti affrontarono in battaglia un esercito formato dall’alleanza della Repubblica di Firenze con Venezia e lo Stato Pontificio. Uno scontro fondamentale per gli equilibri rinascimentali, una vittoria molto importante per i fiorentini, che alcuni anni dopo incaricarono Leonardo Da Vinci di rappresentare la battaglia in un affresco per Palazzo Vecchio a Firenze.

Anghiari

Il borgo di Anghiari sorge su una piccola altura che affaccia su un’ampia pianura, e il panorama dalle mura della città riempie gli occhi di cielo e di campi. Non è difficile immaginare i vessilli e gli stendardi della cavalleria sventolare in un giorno di giugno di quasi 6 secoli fa, mentre gli schieramenti stanno per affrontarsi. Raccontata ironicamente da Niccolò Macchiavelli come uno scontro in cui morì un solo uomo cadendo da cavallo, la battaglia vide in realtà affrontarsi i 9000 uomini della coalizione guidata dai fiorentini, contro i 1100 milanesi.  I Visconti provarono a giocare d’astuzia tentando di sferrare un attacco di sorpresa, ma scoperti, furono battuti nella notte dalle truppe della coalizione. Secondo gli storici questa vittoria ristabilì il potere del papato e segnò una tappa importante per l’ egemonia di Firenze in Italia.

Il capolavoro perduto

Nel 1505 Leonardo da Vinci raffigurò la battaglia in un affresco che costituì anche una sorta di sfida con Michelangelo Buonarroti, incaricato nello stesso periodo di immortalare un’altra celebre battaglia nella stessa sala di Palazzo Vecchio. Nessuno dei due capolavori oggi esiste più, per motivi diversi e in parte sconosciuti.
Sessant’anni dopo, la sala con l’affresco di Leonardo venne ristrutturata e decorata con nuove opere da Giorgio Vasari, e la Battaglia di Anghiari dipinta Leonardo sparì per sempre. Cosa è stato dell’affresco? Fu distrutto perché già irrimediabilmente compromesso dalle nuove tecniche pittoriche che Leonardo aveva voluto sperimentare? Era già rovinato e non ne rimaneva più nulla? Vasari ha coperto l’affresco esistente con uno strato di intonaco, oppure – come sostengono alcuni ricercatori – è stato costruito un nuovo muro per preservare ciò che rimaneva del dipinto precedente? Perché nell’affresco del Vasari compare la scritta “CERCA TROVA”?  Gli interrogativi sono ancora aperti e gli studi condotti finora non hanno ancora dato risposte certe, ma l’argomento stuzzica la curiosità di molti, esperti e non. 

Se l’affresco di Leonardo è andato perduto, com’è giunta fino a noi la notizia della sua esistenza? A questo, almeno, abbiamo una risposta: l’opera era molto celebre e molto apprezzata già nella sua epoca, e a noi sono giunti alcuni studi preparatori e molte copie dell’affresco, più o meno famose, conservate in vari musei del mondo, tra cui  una di Rubens, conservata al Louvre.

Il Museo della battaglia di Anghiari   offre una panoramica completa sul territorio di Anghiari fin dalla preistoria, sulla battaglia e sul capolavoro perduto di Lonardo: la visita di questo museo vale davvero la pena, per scoprire un pezzetto della storia, dell’arte e della cultura del nostro Paese.

Il borgo e gli eventi 

Anghiari è un delizioso piccolo borgo, in cui è molto piacevole passeggiare godendo del panorama e scoprendo i palazzi, le chiese e musei che conservano l’identità storica di queste terre. Un’antica e insolita tradizione locale è la “scampanata” : ogni 5 anni, ogni giovedì e domenica del mese di maggio, gli iscritti alla “Società della Scampanata” devono presentarsi nella piazza principale del paese alle 6 del mattino. I ritardatari saranno puniti attraversando il paese su un carretto, esposti alla derisione degli altri abitanti. L’ultima edizione della festa si è svolta nel 2015, quindi la prossima avrà luogo nel 2020.

Il Palio della Vittoria il 29 giugno di ogni anno festeggia la vittoria dei fiorentini durante la celebre battaglia. Il palio consiste in una corsa a piedi nel borgo ed è uno dei più antichi di tutta la Toscana.

Tra il 22 aprile e il 1° maggio si svolge ad Anghiari la Mostra mercato dell’artigianato della Valtiberina toscana, un’occasione da non perdere per visitare il borgo e scoprire la qualità degli artigiani locali, con tanti eventi collaterali e servizi per i visitatori.

A luglio, durante l’ Anghiari Festival  l’orchestra Southbank Sinfonia di Londra, riempie le stradine del borgo di musica, con concerti prevalentemente gratuiti.

Tovaglia a quadri si svolge invece nella settimana di ferragosto, ed è una rappresentazione teatrale in forma di cena, durante la quale gli abitanti del borgo interpretano personaggi e storie del passato nella Piazzetta del Poggiolino.

 

[Immagine in evidenza: Peter Paul Ruben's copy of the lost Battle of Anghiari da Wikimedia Commons]
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Angelica Scognamiglio

3 Comment

  1. Ravecca Massimo says: Rispondi

    Il più grande artista, che si raffigurò con l’ombra è la luce è Gesù di Nazaret, se la Sindone di Torino è un suo autoritratto di natura miracolosa. Al suo interno contiene la perduta o forse solo nascosta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. Tramite la somiglianza del volto contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il volto urlante del guerriero centrale, Niccolò Piccinino della Tavola Doria che della Battaglia di Anghiari di Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento, riproduce La lotta per lo stendardo. Cfr. ebook/kindle. Cfr. ebook/kindle. La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci: analisi iconografica comparata.

    1. Angelica Scognamiglio says: Rispondi

      Ciao Massimo,
      ti ringrazio per il commento, non conoscevo questa interessante analisi, mi hai incuriosita molto!

  2. Ravecca Massimo says: Rispondi

    Per Leonardo da Vinci la Gioconda, vista annualmente da milioni di visitatori al Louvre, potrebbe essere un’ultima Madonna che apparirà in tempi apocalittici, senza il Bambino con sé, contrariamente alle molte Madonne da lui precedentemente dipinte. Monna Lisa è la Madonna che precede il Giudizio Universale, di Michelangelo e quello finale ad opera del Figlio. Michelangelo Buonarroti, nella somiglianza tra il Cristo Giudice del Giudizio Universale e la figura di Aman della volta nella Cappella Sistina, persecutore biblico degli ebrei, avrebbe indicato la futura somiglianza apparente tra Gesù è l’Anticristo, come aveva scritto nei primi secoli il Padre della Chiesa Sant’Ippolito di Roma. Cfr. ebook/kindle L’Apocalisse secondo Leonardo e Michelangelo.

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