Cosa vedere a Oristano durante la Sartiglia

Cosa vedere a Oristano durante la Sartiglia

La magia della Sartiglia di Oristano non si può descrivere a parole, è un’emozione che ti trascina dentro la tradizione sarda e ti mostra quanto grande è la bellezza di quest’isola

Torno in Sardegna per l’ennesima volta, la terra delle mie origini mi richiama a sé a intervalli regolari, è un cordone ombelicale che rimane sempre attaccato, nonostante un mare cristallino e dolci colline messe lì a segnare un destino. Ancora una volta mi sorprendo ad amare quest’isola più in inverno che in estate, quando i colori della natura sembrano addormentati ma nei paesi l’atmosfera si accende e lo spirito sardo si anima con gli eventi principali.

Questa volta sono tornata con piacere a Oristano, visitata in estate qualche anno fa, ma mai per il tradizione Carnevale Sardo che qui fa rima con Sa Sartiglia.

Cosa vedere a Oristano

Aristanis (in lingua sarda), una delle quatto province sarde, taglia a metà la costa occidentale della Sardegna e nasce da un villaggio di contadini e allevatori poi divenuto importante grazie ad una donna che ne fece la storia che tutti ormai conoscono: Eleonora d’Arborea.

Eleonora_di_Arborea cosa vedere a Oristano

Questa donna guidò il Giudicato d’Arborea, l’ultimo stato sardo a essere ceduto a regnanti proveniente dal di fuori dell’Isola (Corona Aragonese) e promulgò alla fine del XIV secolo la Carta de Logu, comprendente un codice civile, penale e rurale per dare un ordinamento giuridico a questi possedimenti indipendenti. Questa raccolta di norme rispecchiava, al suo interno, la modernità del pensiero di Eleonora che traghettava il Giudicato fuori dal Medioevo. Sapevi che questa Carta rimase in vigore fino al 1827?

Campanile Cattedrale - cosa vedere a oristano

Una visita ad Oristano pertanto, non può che cominciare da Piazza Eleonora, nel cuore del centro storico, che ospita la statua della Regnante (del 1881), il Palazzo Civico, Palazzo Mameli,  Palazzo Corrias-Carta e l’ex palazzo municipale. E’ in questo spazio che si svolge la lettura del Bando della Sartiglia da parte di un araldo a cavallo, scortato dai tamburini e dai trombettieri.

Da qui, attraverso Via Eleonora, si raggiunge Via Duomo dove si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta nata nel XII e ricostruita, a seguito del grave danneggiamento dell’occupazione militare di Oristano, nel 1228. Attualmente gli interni risalgono al ‘700 e sono decorati secondo lo stile elegante del barocco piemontese; qui è possibile anche ammirare la Cappella con le reliquie di Sant’Archelao, patrono della città. Non dimenticare di alzare gli occhi al cielo per ammirare lo splendido campanile ottagonale a lato della Chiesa, caratterizzato dalla cupola a cipolla rivestita con tante maioliche colorate.

Il mini itinerario (dati i tanti appuntamenti delle due giornate della Sartiglia) che ti suggerisco per avere un primo assaggio di Oristano durante la Sartiglia, termina a Piazza Roma, dopo aver percorso lo splendido Corso Umberto, pieno di bancarelle con prodotti tipici e artigianali nei giorni del Carnevale. In questa ampia Piazza si erge dal 1290 la Torre di Mariano II, Giudice Arborense, che all’epoca era uno dei quattro varchi d’accesso alla città, circondata dalle mura. Questa torre romanica svetta per ben 19 metri e sulla sommità ospita una torretta merlata dotata di campana, del 1430.

La Sartiglia di Oristano

Il claim della Sartiglia è “emozione senza tempo” ed è davvero questo che ho provato nell’assistere, per la prima volta di persona, alla corsa equestre sarda per eccellenza. Guardando i cavalieri, la sfilata, i riti, potevamo essere nel 2017 come in età medievale, quando quest’evento era semplicemente un gioco di addestramento militare.

L’ultima domenica di Carnevale e martedì grasso, il Gremio (corporazione) dei Contadini e poi quello dei Falegnami organizzano questo spettacolare torneo cavalleresco, di cui il vero vincitore è Su Componidori, figura centrale che ha tutti gli occhi puntati addosso in queste due giornate.

Da sempre mi sono chiesta quali sensazioni e sentimenti potesse vivere chi per una giornata intera diventa il “comandante” della corsa, colui che tutti rispettano e aspettano con trepidazione. Anche quest’anno, domenica 26 febbraio, ho immaginato come dovesse sentirsi Sergio Ledda, Su Componidori per i Contadini, quando subiva la vestizione da parte de is massaieddas, soprattutto nel momento magico in cui ha indossato la misteriosa maschera color terra, dall’espressione impenetrabile.

E poi rullo di tamburi, personaggi che sfilano in abiti medievali e tradizionali sardi, trombettieri che annunciano il via alla Corsa alla Stella da infilzare al galoppo e, prendendo in prestito le parole dal bando di Giostra della Quintana di Foligno, “nembi di polve e volitar di piume e grida e gioia et urla di Vittoria”. E’ questo susseguirsi di eventi spettacolari che scalda il pubblico, a partire dall’ora in cui il sole è nel punto più alto, fino a sera, quando le evoluzioni acrobatiche delle Pariglie, entusiasmano gli spettatori lungo Via Mazzini.

Sa Remada, il momento in cui Su Componidori sfreccia al galoppo riverso sulla groppa del cavallo, salutando e benedicendo i presenti con Sa Pipia de Maiu (il doppio mazzo di viole e mammole), chiude la giornata fatta di grida, gioia e tanta adrenalina in corpo.

Post in collaborazione con Fondazione Sa Sartiglia.
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Marina Foddis

Travel Blogger
Umbra con il cuore Sardo, dottoressa in economia del turismo, e-tourism marketing specialist, laureanda in economia e management e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!" Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

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