Il santuario della Madonna dell’Arco

Madonna dell'Arco

A Sant’Anastasia, poco distante da Napoli, c’è un santuario ricco di storia e di storie incredibili e prodigiose, un luogo dove da secoli i fedeli si recano a chiedere l’intercessione della Madonna e rendere grazie per i miracoli.

Quello che mi ha sempre stupito del Santuario della Madonna dell’Arco è la sua capacità di raccogliere migliaia di storie. Fin da bambina, ogni volta che ci entravo, lo sguardo correva sui pannelli che ricoprono praticamente ogni parete disponibile della chiesa, stracolmi di dipinti e oggetti ordinatamente disposti a commemorazione e pegno per le grazie ricevute. Migliaia di persone hanno contribuito alla creazione di questo universo di racconti miracolosi e straordinari, a partire dalla fondazione stessa di questa chiesa. I racconti degli avvenimenti miracolosi sono moltissimi, ma i due più celebri sono avvenuti tra il XV e il XVI secolo.  Nel corso degli anni mi sono state raccontate molte versioni di queste storie, avvenimenti soprannaturali che mostrano le terribili conseguenze di alcuni peccati capitali come l’ira o la superbia.

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Il giocatore furioso

Secondo la tradizione, in questo luogo sorgeva un’edicola votiva dedicata alla Madonna, detta “dell’arco” poiché si trovava nei pressi di un arco romano. Il lunedì di Pasqua del 1450 un giocatore di pallamaglio (una sorta di cricket giocato con una palla di legno colpita da un lungo martello) furioso per la confitta subita, scagliò bestemmiando la palla contro l’effigie della Madonna, che prese a sanguinare. La notizia del miracolo giunse fino al conte di Sarno, che fece processare e giustiziare il giovane mediante impiccagione ad un albero nei pressi dell’immagine, che seccò dopo poche ore dall’esecuzione. Questi due eventi ebbero grandissima risonanza, e un moltissimi fedeli cominciarono a recarsi in pellegrinaggio “alla Madonna dell’arco”

La contadina ingrata

Nel 1859, centotrentanove anni dopo i primi miracoli, sempre un lunedì in albis, la contadina Aurelia del Prete si recò alla Madonna dell’Arco per ringraziare la vergine della prodigiosa guarigione di un male ai piedi. La donna aveva portato un porcellino, ed era accompagnata dal marito, che aveva con sé un ex-voto di cera. Nella ressa, il porcellino scappò è lei dovette rincorrerlo in lungo e in largo, fino ad arrivare davanti all’immagine. In preda all’ira la contadina bestemmiò calpestando l’ex-voto di cera, e maledisse l’immagine, chi l’aveva dipinta e  coloro che la veneravano. La donna iniziò a soffrire di atroci dolori ai piedi, che la notte del venerdì santo dell’anno successivo,  le si staccarono di netto. I piedi furono messi in una gabbietta di ferro e sono tuttora esposti nel Museo degli ex-voto.

Madonna dell'Arco

Gli ex-voto

Il 1 maggio 1593 fu posata la prima pietra del santuario, che venne preso in gestione dai Padri Domenicani. Da allora, moltissimi altri fatti prodigiosi hanno costellato la storia dell’effigie e nel corso dei secoli i pellegrini sono arrivati davanti all’immagine della vergine chiedendo miracoli e grazie per sé o per i loro cari. Ognuno di loro ha portato un ex-voto: oggetti preziosi  (ad esempio simboli di oro o d’argento raffiguranti l’organo guarito dalla malattia), oggetti d’uso quotidiano, dipinti, tavolette votive, ceri giganti, velieri, protesi ortopediche e perfino bare.  Nel 2000 è stato inaugurato il Museo degli ex-voto, annesso al santuario, che raccoglie gli oggetti portati in segno di ringraziamento e di impegno alla Madonna.

Pellegrini e i fujenti

Durante il periodo di Pasqua, il santuario della Madonna dell’Arco è ancora oggi al centro di grandi manifestazioni popolari che ricordano e rinsaldano il legame tra i credenti e i miracoli della vergine. I celebri fujenti  vattienti sono gruppi organizzati di persone che si recano in pellegrinaggio al santuario durante la pasqua (fino a quaranta giorni dopo la pasqua). Provengono da tutta la Campania e ogni gruppo ha la propria storia e tradizione, ma tutti raggiungono il santuario rigorosamente a piedi, spesso scalzi. Indossano abiti bianchi, una fascia azzurra e rossa e portano con sé enormi stendardi che raffigurano la Madonna. Il Lunedì in Albis in particolare, è il giorno in cui arrivano quasi tutti i fujenti da ogni angolo della regione: un vero e proprio fiume umano che attraversa le strade dei comuni e dei paesi campani fin dalle prime ore dell’alba (o addirittura dai giorni e dalle settimane precedenti) fino a raggiungere il grande portale della chiesa. La manifestazione richiama enormi folle di visitatori, turisti, gente del posto che tradizionalmente attendono l’ingresso dei fujenti in chiesa. In caso vogliate assistere a questo evento, preparatevi dunque ad affrontare la calca tipica di questo genere di evento, e organizzate gli spostamenti in anticipo, soprattutto perché in quei giorni le strade di accesso al Santuario sono – per ovvi motivi – chiuse al traffico.

Eventi

Vale sempre la pena visitare il Santuario della Madonna dell’Arco, in particolare durante alcuni eventi che celebrano anniversari o ricorrenze religiose:

Incendio al Campanile: si festeggia la ricorrenza della natività della Vergine Maria e l’anniversario dell’incoronazione dell’immagine della Madonna, avvenuta nel 1874.
La sera della festa, il santuario viene illuminato da un tradizionale spettacolo di fuochi artificiali, accompagnato dal suono delle campane.

Presepe: durante le feste di Natale è possibile visitare il grande presepe poliscenico, un percorso nel quale sono allestite diverse scene presepiali con figure ad altezza naturale.  Con un grandissimo presepe in miniatura alla fine del percorso che cambia luci simulando il passaggio dalla notte al giorno.

I 15 grandi lunedì della Madonna: da gennaio ad aprile ogni lunedì vengono celebrate due messe con supplica alla Vergine Maria. Alle Messe, partecipa ogni lunedì una delegazione delle associazioni di battenti della Madonna dell’Arco.

Orari Museo degli Ex Voto: la domenica e i festivi il museo è aperto dalle 9.30 alle 12.30 e dalle16.30 alle 19.30. Nei giorni feriali è richiesta la prenotazione in portineria.

 

 

 

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Angelica Scognamiglio

1 Comment

  1. […] Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, sorge il Santuario della Madonna dell’Arco, luogo di testimonianza della fede e ringraziamento per i doni ricevuti dal Signore attraverso […]

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