A proposito di dialetto perugino

Dialetto perugino

Un mazzo di carte con parole in dialetto perugino è diventato lo spunto per riflettere sul valore della lingua locale, qualcosa da conoscere e preservare: ecco perché.

E’ stato un regalo proprio gradito quello ricevuto da amici tempo fa: un mazzo di carte del “Mercante in Fiera alla perugina”. Ciascuna carta del gioco è dedicata ad una differente parola in dialetto perugino e con relativa illustrazione, mentre un manualetto allegato le riepiloga tutte e ne dà l’esatto significato.

Mentre le osservavo una ad una, ho capito di avere tra le mani un valore: al pari delle bellezze artistiche e paesaggistiche il dialetto, ciascun dialetto, costituisce una grande ricchezza, qualcosa che aiuta a rendere unico un luogo a definirne meglio la sua natura, la sua essenza e che lo tiene saldamente ancorato alle sue radici.

Non è un caso a mio parere che, anche se abbiamo passato anni ed anni ad apprendere l’uso dell’italiano corretto e lo parliamo abitualmente, le espressioni più sentite, le più immediate, quelle alle quali vogliamo dare maggiore enfasi siano quasi sempre in dialetto. I “mannaggia” e gli “acciderba” saranno anche corretti, ma rendono poco l’idea!

Il dialetto è social

Il canto, il cinema, la TV sono i veicoli attraverso i quali certi dialetti più di altri hanno trovato il modo di diffondersi, basti pensare al dialetto napoletano, siciliano o quello romano.

A giudicare dai numerosi gruppi e dalle tante pagine dedicate, sembra quasi che molti dialetti stiano vivendo una seconda giovinezza. Il dialetto perugino non fa eccezione e vecchie e nuove espressioni, condite con un una buona dose di fantasia, divengono spesso il modo per sottolineare vizi e virtù di una intera popolazione.
Dialetto perugino
Con l’intento di unificare la grafia del dialetto Perugino, nel 2006 a Perugia è addirittura nata l’Accademia del Dónca che ha appunto scelto di inserire nel suo nome la tipica espressione dialettale dónca (dunque), spesso utilizzata come intercalare nei discorsi.

Paese che vai dialetto che trovi

Impossibile contare i dialetti presenti in Italia, sia perché non ci sono delle ben definite regole di classificazione, sia per la difficoltà di tracciare una netta separazione tra un dialetto e l’altro. Ciascun dialetto è espressione infatti della storia di quel luogo e molto spesso la lingua parlata in una zona ha subito l’influenza di altre, tanto da rendere impossibile tracciare delle precise linee di confine.

Quello che è certo è che l’Italia è la nazione europea con il maggior numero di dialetti. Viaggiando per il nostro Belpaese è allora possibile godere delle sue bellezze, assaggiare le sue eccellenze enogastronomiche, ma anche avere la possibilità di ascoltare tante lingue locali differenti. Non so voi, ma per me sentire certe espressioni, scoprire nuovi modi di dire o di chiamare anche la più comune delle cose è sempre un gran divertimento, quel qualcosa in più da mettere nel bagaglio di esperienze che ci riportiamo a casa da un viaggio. Talvolta non serve nemmeno andare troppo distanti da casa propria.

Dialetto perugino

#Sapevatelo

Se Perugia e i suoi dintorni sono una delle mete che avete in mente di visitare, magari durante le prossime vacanze di Natale, ecco alcune parole da tenere a mente.

Girigiòla – A perugia in inverno fa freddo, non pensate quindi di andare in giro vestiti troppo leggeri in “girigiola”, termine dialettale che significa coccinella, insetto che ricompare in primavera quando solitamente ci si veste più leggeri.

L’Torciglione – durante il periodo natalizio potrete assaggiare un dolce tipico a base di mandorle tritate, albume d’uovo e zucchero, dalla tipica forma di anguilla o serpente ritorto. Gli occhi sono chicchi di caffè, la lingua è generalmente una mandorla e le scaglie sono pinoli.

Le pinoccate – altro dolce tipico natalizio a base di farina, zucchero, pinoli, cacao e limone grattugiato, è tagliato in forma di losanga e deve il suo nome al pino, per sottolineare l’uso dei pinoli. Viene presentato in un incarto simile ad una grossa caramella.

La torta col pregiutto – Presente in ogni stagione, la torta al testo è realizzata con un impasto si acqua, farina, lievito e sale e posta a cuocere sul testo (un disco di refrattario che era generalmente scaldato sul camino), farcita infine con fette di prosciutto crudo.

Mulica – Un poco, una quantità minima. Deriva dal termine latino mica ovvero briciola. Se pertanto sentite dire “Ne voi na mulica”, probabilmente vi stanno offrendo un assaggio di qualcosa, approfittatene!

Bulo – Se avete portato un regalo a qualcuno che esclama “Bulo!”, avete fatto centro. Riferito ad un oggetto significa infatti bello, interessante. Indirizzato ad un soggetto assume invece il significato di simpatico, tipo sveglio.

Bucciotto – deriva da buccia, bambola di pezza e significa bambolotto, pupazzo. Va da sé che dare del bucciotto a qualcuno a Perugia non è proprio un complimento!

Se il mio breve elenco ti ha incuriosito e vuoi conoscere altri termini del dialetto perugino puoi consultare il dizionario dialettale on-line Wikidonca.

Buona lettura!

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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