6 cose che ho imparato dai turisti (che mi sono utili ogni giorno)

Napoli

I turisti sono tra le categorie più studiate da chi lavora nel settore. Per motivi economici ma non solo,  li raggruppiamo, li analizziamo, li dividiamo in categorie di interessi, segmenti e cluster sempre più piccoli. C’è chi viaggia per divertimento, chi per amore della storia,  chi ama lo sport, chi la cultura, chi il cibo. Ma quando li guardi da vicino, numeri e dati statistici tornano ad essere persone, che a volte ti raccontano storie stupefacenti e ti permettono di scoprire qualcosa del mondo, e forse qualcosa di te stesso.

1. Lo sguardo del turista

Tutto è iniziato anni fa, quando da studentessa giravo la mia città in lungo e in largo spostandomi tra sedi universitarie, biblioteche e aule studio. Chissà quante volte avevo attraversato i vicoletti e le piazze di Napoli, quasi sempre di corsa, distratta da pensieri, programmi, progetti. Ma poi accadono piccole cose che ti fanno cambiare prospettiva.  Quella mattina la mia attenzione fu attratta da una signora elegante che parlava in inglese al cellulare. In piedi sul lungomare raccontava a qualcuno cosa vedeva: “Ti sto chiamando da un posto fantastico. Dal punto in cui mi trovo riesco a vedere il Vesuvio, l’isola di Capri e un incredibile castello costruito proprio in mezzo al mare accanto a un porticciolo pieno di barche dei pescatori. Ci si arriva attraverso un ponte pedonale, e non vedo l’ora di sedermi al tavolino di uno di questi deliziosi caffè e godermi il panorama.” Avevo guardato migliaia di volte il paesaggio descritto dalla signora straniera. Conoscevo ogni dettaglio del Golfo di Napoli, ma quella era la prima volta che mi accorgevo di quanto fosse straordinario. Allora mi resi conto che ero abituata alla mia città, che ne conoscevo i monumenti, le opere e la bellezza, ma che queste cose non mi stupivano. Da allora, ho provato a fingermi anche io turista, indugiando con lo sguardo sulle cose che mi circondavano, cercando di immaginare come fosse vederle per la prima volta. Tutto acquistò nuova luce, nuova bellezza, rendendomi orgogliosa dei tesori che avevo a portata di mano.

2. Così lontano, così vicino

“Quant’è piccolo il mondo!” diciamo quando incontriamo qualcuno che non ci aspettavamo in quel luogo. Ma quante volte invece programmando una gita, un week-end, un itinerario ci ritroviamo a scegliere la nostra meta in termini di distanze chilometriche?  Giustissimo, per pianificare un viaggio. Eppure, per chi arriva dall’altro capo del mondo, anche il concetto di distanza può essere relativo. La cosa diventa evidente quando un signore mi chiede informazioni per raggiungere Roma da Perugia. Gli rispondo che ci vorranno all’incirca due ore in auto, con il tono di chi sottintende che sia lontano. Il turista australiano sorride e mi dice: “Due ore? Che vuoi che siano, ogni giorno per andare al lavoro da casa mia ne faccio 4.”  Confronto mentalmente le dimensioni del continente australiano con quello della nostra penisola e realizzo quanto è piccola l’Italia in confronto all’Australia. Piccola, certo, ma con milioni di luoghi da vedere, e il turista australiano mi rassicura sulla sua determinazione a non perdersene neanche uno.

assisi-natalepicc

3. Il viaggio di una vita

“Sono venuto ad Assisi perché mia madre era devota di San Francesco. Ha sempre sognato fare questo viaggio, ma non ha potuto. Lei ora non c’è più, ma io sono qui per onorare la sua memoria e realizzare il suo sogno, per quel che posso. Questo per me è il viaggio di una vita.” Il distinto signore sessantenne americano, mi racconta perché ha intrapreso quel viaggio mettendo da parte i soldi per poter venire in Italia, anziché andare a “riscaldarsi le ossa” alle Hawaii. La ragazza che viaggia nel suo stesso tour mi confida che sono tre giorni che non ha tempo neanche per fumare una sigaretta. “Siamo sempre sul bus, o in qualche museo, o in una chiesa e qui in Italia è vietato fumare praticamente dappertutto.” E per lei che è una fumatrice incallita si tratta  di una stupefacente vittoria, oltre che di un piccolo sacrificio. Ride: “Non lo avrei mai immaginato. Ma ho aspettato tanto tempo per fare questo viaggio, che adesso non posso perdermi neanche una visita”. Li ascolto, e vedo l’Italia come la vedono loro: un luogo in cui realizzare un sogno, in cui tutto è perfetto, bellissimo e romantico e vale la pena fare qualche rinuncia, per godersi ogni momento del bel sogno.

4. Nessun posto è come casa

“Quanto mi piace questo paesaggio” dice la ragazza sudamericana ammirando le colline umbre. “È bello essere qui, questo viaggio è fantastico, eppure adesso sento nostalgia di casa. In fondo, nessun posto è come casa.” Certo, viaggiare è un po’ così a volte. Scoprire luoghi meravigliosi non significa dimenticarsi di casa propria, anzi. Se chiedi a un viaggiatore di raccontarti casa sua, quasi sempre ti risponderà con un pizzico di nostalgia, e può accadere che pure la persona con lo spirito più nomade, che gira il mondo zaino in spalla e non ha alcuna intenzione di tornare presto tra le quattro mura domestiche, ti racconti del suo piatto preferito come lo cucinava la nonna. O del giardinetto dove giocava da bambino, dove c’era un cespuglio proprio uguale a quello che sta guardando ora. Nessun posto è come casa, ma puoi trovare un po’ di casa in ogni luogo.

collinepicc

5. Non si finisce mai di imparare

“Scusa, puoi indicarmi come si arriva a…” Tu pensi di conoscere bene la tua città, il tuo territorio, ma poi appare qualcuno che ti chiede di un luogo a te completamente sconosciuto. E magari scopri che è proprio lì vicino e tu non ne sapevi nulla. Ed è dovuta arrivare una persona dall’altro capo del mondo perché tu la scoprissi. In questo modo ho scoperto l’esistenza di molti tesori, più o meno nascosti, ma comunque a me ignoti. Fu un turista giapponese, molti anni fa, a rivelarmi che il Pio Monte della Misericordia di Napoli custodisce un prezioso dipinto di Caravaggio. In tempi più recenti, due visitatori tedeschi mi hanno parlato della Chiesetta di Satriano, porgendomi un vecchio libro con una foto in bianco e nero della chiesina in un prato.

6. Condividere esperienze, creare ricordi

“Grazie per il tuo suggerimento”. È sempre una grande soddisfazione sapere di aver contribuito a rendere speciale la visita di un turista consigliando un luogo, un’attrazione, o la trattoria dietro l’angolo che cucina proprio come una volta, il negozietto che vende souvenir artigianali. Lavorare con i turisti, per i turisti può essere faticoso e richiedere molta pazienza, ma nel momento in cui interagiamo, entriamo a far parte della vita di quelle persone. Torneranno a casa e forse ricorderanno della gita al lago che gli hai consigliato tu, o il piccolo museo che gli hai fatto scoprire. Condividendo la mia esperienza, contribuisco alla creazione di un ricordo, all’esperienza del mio paese. Avrò fatto scoprire un po’ della bellezza del mio mondo, e avrò imparato qualcosa per me.
In fondo, se il viaggio è una continua scoperta, non è forse anche questo un modo di viaggiare?

campello-sul-clitunno-kt

 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail
The following two tabs change content below.

Angelica Scognamiglio

Ultimi post di Angelica Scognamiglio (vedi tutti)

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.