Visita a Recanati tra vecchi ricordi e nuove emozioni

Recanati

Una graziosa città delle Marche nella quale perdersi tra i ricordi dei banchi di scuola e lasciarsi andare a nuove inaspettate emozioni: questo e molto altro è Recanati

Sarà perché Giacomo Leopardi è stato e rimane il poeta che preferisco o per la bellezza di questa città, che ho avuto la fortuna di visitare in tutta calma in una mite giornata di fine agosto, ma sono certa che quello di Recanati sarà un ricordo che porterò a lungo nel cuore per le intense e inaspettate emozioni che ha saputo regalarmi.

In vacanza sul litorale marchigiano, rinunciando ad un pomeriggio in spiaggia, io e la mia famiglia abbiamo deciso di concederci una visita a Recanati. Nei programmi c’era semplicemente una visita alla Casa Leopardi, ma il tutto si è trasformato in una lunga passeggiata per i vicoli e gli angoli della città, terminata solo a notte fonda.

La mostra Giacomo dei Libri

Entrati nel centro storico attraverso la caratteristica Porta Marina, seguendo le indicazioni, siamo giunti fino alla Piazza Sabato del Villaggio, antistante proprio la Casa Leopardi. Una delle cose che subito mi hanno colpito è stata la piacevole sensazione di muovermi in un ambito non del tutto sconosciuto. Alcune vie, alcune piazze, perfino alcuni edifici mi sembravano quasi familiari, sebbene non li avessi mai visti prima.

Con un biglietto unico di 10 euro abbiamo deciso di vedere la Casa Leopardi e la Mostra “Giacomo dei Libri – La Biblioteca Leopardi come spazio delle idee”. La nostra visita è iniziata proprio da quest’ultima. Il mio personale consiglio è di visitarla prima di accedere alla Casa Leopardi. Tra i tanti oggetti di famiglia, le accurate didascalie e gli audiovisivi, la mostra introduce i visitatori nell’ambito storico e culturale nel quale è nato ed è vissuto il poeta, ma soprattutto riesce a dare la misura dell’importanza che il padre, Monaldo Leopardi, e l’intera famiglia davano alla propria biblioteca, fonte di profonda cultura e conoscenza.

Sono tante le cose che mi hanno colpito come la vastità e varietà di interessi del giovane Leopardi, arrivati a coprire quasi ogni ambito di conoscenza o la tenerezza suscitata da alcune piccole scenografie in cartoncino, non più grandi di un foglio, sfondi del teatrino con i quali i piccoli Leopardi erano soliti giocare.

Casa Leopardi

All’orario prestabilito, accompagnati dalla nostra guida, è iniziata la visita alla Casa Leopardi: un percorso che si snoda all’interno delle uniche sale aperte al pubblico di Palazzo Leopardi, ancora oggi dimora privata dei discendenti del Poeta. Mezz’ora di visita che, grazie alle meraviglie che avevamo davanti ai nostri occhi, alla professionalità della persona che ci accompagnava e alla compostezza di tutto il gruppo di visitatori si è trasformata in un momento quasi magico. In un racconto chiaro e appassionato, sono state tante le informazioni che abbiamo appreso, tanti gli aneddoti sulla vita del poeta e della sua famiglia.

La biblioteca venne aperta dallo stesso Monaldo agli amici e ai cittadini di Recanati già a partire dal 1812, come ricorda una targa, ed arrivò ad avere i circa 20.000 volumi tuttora conservati al suo interno. Le stanze hanno bei soffitti affrescati e molte finestre che si aprono sulla piazza antistante, proprio la piazza che ispirò “Il sabato del villaggio”.

In quella che è definita Seconda Sala le pareti sono completamente rivestite di libri e vi sono custoditi circa 4000 volumi a contenuto ecclesiastico, molti dei quali furono temporaneamente affidati alla famiglia Leopardi in occasione della soppressione di alcuni monasteri. Tra questi c’è una rarissima Bibbia poliglotta, uno dei soli cinque esemplari esistenti oggi al mondo. In uno scaffale sono ancora chiusi un considerevole numero di libri proibiti. Si tratta dei testi che la Chiesa aveva messo all’Indice dei Libri Proibiti, ma ai quali Giacomo ebbe accesso dietro una speciale dispensa papale che il padre si era premurato di ottenere per fini di studio. Più tardi, uno degli stessi scritti dello stesso Leopardi “Le operette morali” sarebbe stato inserito nello stesso elenco.

La cosiddetta Prima Sala contiene l’Encyclopédie e molti altri testi di generi differenti. Ci è stato detto che era la stanza che il giovane Giacomo preferiva perché da qui poteva osservare quello che accadeva in piazza e sentire il rumore di Silvia che tesseva nel palazzo accanto. A giudicare dal silenzio e dall’attenzione di tutto il gruppo, credo sia stato questo il momento più emozionante della nostra visita: tutti con il fiato sospeso ad ascoltare la guida e ad immaginare la scena appena descritta. Saremmo rimasti volentieri ancora a sentire quel racconto.

La poesia scritta sui muri

Con mia grande sorpresa ho constatato che il racconto sul Leopardi non è terminato lasciando il palazzo. Sono tanti gli angoli del centro storico, gli scorci della città indissolubilmente legati alla figura del poeta. Così camminando, si continua a rovistare tra i ricordi dei banchi di scuola e ci si ritrova a mormorare i versi di questa o quella famosa poesia più volte parafrasata.

Poco distante da Palazzo Leopardi si trova il Monte Tabor, luogo che ha probabilmente ispirato i celebri versi de “L’Infinito”. Camminando in quello che oggi è un parco e osservando il meraviglioso panorama circostante è inevitabile rimanere affascinati dalla tranquillità e, oserei dire, solennità di questo luogo divenuto immortale.

Proseguendo nella direzione opposta si trova la Chiesa di Sant’Agostino con l’adiacente chiostro e la sua antica torre campanaria che suggerì i versi de “Il passero Solitario”. Ancora oltre si entra nel complesso del Liceo Classico intitolato al più illustre dei cittadini di Recanati. Impossibile non fermarsi ad ammirare il panorama dalla piccola terrazza che getta lo sguardo su una larga parte di entroterra e di Riviera del Conero. Complice anche il calar della sera, con le prime luci visibili in lontananza, la nostra silenziosa sosta è durata molto a lungo, fino al momento di cedere il posto ad altri meravigliati visitatori.

Fine serata in piazza

Dopo una breve sosta per mangiare qualcosa, ci siamo portati in prossimità di Piazza Leopardi, teatro per quella sera, di uno spettacolo. Non c’è voluto molto per decidere di rimanere per assistere alla serata. Nel frattempo c’è stato modo di osservare con calma le particolari luminarie sospese lungo la via, realizzate con versi celebri di poesie del Leopardi, tutta la bellezza della piazza principale, con la statua centrale dedicata al poeta e le belle costruzioni che vi si affacciano, il teatro e i giardini pubblici poco distanti.

Quando a notte fonda ce ne siamo andati, vinti soltanto dalla stanchezza, eravamo tutti pienamente soddisfatti. In cuor mio avevo già la consapevolezza di avere vissuto qualcosa di prezioso da ricordare.

E tu conosci già Recanati? Cosa ti ha più affascinato di questa città?

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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