5 città per 5 golosità: specialità umbre

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Che sia per un dolce, un vino o un ortaggio, scommetto che questo articolo ti farà venire l’acquolina in bocca con il meglio che queste 5 città umbre hanno da offrirti

Dopo una panoramica sugli oli DOP e IGP in Italia, dopo averti parlato dei nostri umbricelli e averti svelato i segreti del casatiello, oggi io ti parlerò di cinque mete enogastronomiche da mettere in agenda nel tuo viaggio in Umbria. Per ognuna ti suggerirò il prodotto che più le rappresenta, provare per credere!

 

Foligno

C’è chi dice abbia origini longobarde, altri la ritrovano nelle “Tavole Eugubine“, fatto sta che la rocciata è il dolce per antonomasia della terza città dell’Umbria: Foligno.

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Le massaie de “Lu centru de lu munnu“, altro nome con il quale è conosciuta Foligno grazie a un’antica storia, la preparano nei mesi autunnali e invernali; in particolare in occasione della festività di Ognissanti troviamo donne di ogni generazione impegnate a stendere la pasta ottenuta dall’insieme di farina, zucchero, acqua, olio e un pizzico di sale. Ma il bello arriva con il ripieno!

Mele, noci, pinoli, uva sultanina, cacao e cannella si adagiano sulla pasta che viene poi arrotolata per formare uno strudel e infine decorata con gocce di alchermes e zucchero, prima di cuocere nel forno. A me che sono una Folignate DOC, solo al pensiero viene l’acquolina in bocca!

La rocciata la puoi trovare senza difficoltà nelle pasticcerie e panetterie della città, solitamente nei mesi che vanno da ottobre ad aprile.

Da non perdere, inoltre, la Sagra della rocciata che si svolge ogni anno nella seconda metà di luglio in località S.Giovanni Profiamma, a pochi minuti dal centro storico di Foligno.

 

Montefalco

L’acqua fa male, lu vinu fa cantà

Così recita un famoso detto umbro, sottolineando il fatto che il vino mette allegria; al riguardo voglio suggerirti una sosta a Montefalco, la culla di nascita di un pregiato vino autoctono: il Sagrantino.

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I suoi vitigni, di cui si ha traccia già nel Medioevo, circondano la colline intorno a questo piccolo borgo della Valle Umbra e garantiscono la produzione di questo vino DOC e DOCG (con presenza esclusiva di uva Sagrantino) e del Rosso di Montefalco (compresenza di uva Sagrantino e Sangiovese), caratterizzati dal colore rosso rubino.

Il Sagrantino di Montefalco è ricco di polifenoli che ne garantisco struttura e longevità e viene prodotto in due tipologie, il Sagrantino secco e il passito, il primo ottimo per la carne rossa e la cacciagione, il secondo ideale con dolci come la rocciata di cui ti ho appena parlato.

Per saperne di più sulla produzione di vino a Montefalco, in particolare quella legata al mondo francescano, ti consiglio una visita al Complesso Museale di S.Francesco che ospita, tra i tanti tesori, anche le Cantine dei frati, visitabili da meno di 10 anni.

 

Norcia

Se penso a Norcia, a parte l’arte della norcineria, mi vengono subito in mente gli squisiti formaggi locali e il pregiato tartufo nero. E se combiniamo insieme questi due ingredienti così pregiati? Ne esce un formaggio aromatizzato al tartufo, che da solo vale una visita in Umbria, almeno una volta nella vita all’anno!

Da mangiare sopra una fetta di pane o da aggiungere come condimento alla pasta, questo prodotto di eccellenza accosta la tradizione del derivato dal latte al sapore deciso del tubero, il cui odore all’inizio può mettere in allarme. Perchè??

Spesso mi è capitato che amici di fuori regione scambiassero il profumo del tartufo con odore di gas 😀 Ma vi assicuro che una volta assaggiato anche il loro naso è diventato umbro, quindi niente più odore strano!

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Negli ultimi due weekend di febbraio il tartufo è celebrato nell’evento Nero Norcia, la mostra mercato che da oltre cinquant’anni espone tutte le perle gastronomiche di Norcia e di tutta la Valnerina. In quest’occasione potrai sbizzarrirti a provare il formaggio al tartufo prodotto dai diversi caseifici del posto.

 

Strettura

Un paese abitato da poco più di cento persone, incastonato tra le vallate formate dai monti che dividono Spoleto da Terni lungo la Via Flaminia, questo è Strettura, un nome che subito si lega al suo pane.

Il segreto della fama di questo immancabile prodotto della tavola italiana è la semplicità dei suoi ingredienti: acqua di sorgente, farina e lievito naturale lasciato una notte a riposare, unita al tradizionale metodo di cottura con forno di mattoni riscaldati con le fascine profumate provenienti dalla macchia mediterranea.

Noi umbri percorriamo anche parecchi km pur di assaggiare questo pane unico nel suo genere e sciapo come piace a noi!

Il forno che lo produce declina la ricetta tradizionale anche nella versione integrale o arricchita con olive o noci, sempre nella forma di filone o filetta. Essendo la produzione molto limitata, ti consiglio di recarti al mattino presto a Strettura per acquistarlo.

 

Cannara

Cannara deve il suo nome alla presenza del suo terreno acquitrinoso e in passato ricco di canne. Oggigiorno questo luogo è conosciuto soprattutto per la sua rinomata produzione di cipolle, tutelata dal Consorzio Cipolla di Cannara e presidio Slow Food fino all’anno 2007.

La coltivazione di questo ortaggio ha origini molto antiche e si è sviluppata grazie alla presenza di grandi quantità d’acqua nel sottosuolo argilloso e ricco di potassio.

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La caratteristiche di queste cipolle sono la loro morbidezza, dolcezza e digeribilità che le rende adatte a ogni tipo di preparazione. Un esempio? Prova il bombolone ripieno di crema di cipolla e poi fammi sapere!

Girando per il borgo potrai acquistare questo prodotto tipico senza difficoltà, in particolare durante la manifestazione “Festa della cipolla” che si svolge a Cannara dal 1981. Nei giorni dell’evento, solitamente concentrati nella prima quindicina di settembre, potrai divertirti a provare i tanti piatti proposti a base di cipolla in uno dei sei stand gastronomici allestiti appositamente.

Tanto per metterti fame te ne indico alcuni:

  • Cipolla fritta con julienne di frittata al tartufo
  • Risotto con crema di cipolla rossa e gorgonzola
  • Controfiletto con cipolle mele
  • Crescionda di Cioccolato, amaretti e cipolla rossa, pere e ricotta

 

Buon appetito!

Foto: Wikipedia e panedistrettura.it. Immagine in evidenza: Michela Simoncini su Flickr

 

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Marina Foddis

Travel Blogger
Umbra con il cuore Sardo, dottoressa in economia del turismo, e-tourism marketing specialist, laureanda in economia e management e blogger. Il turismo e il marketing sono la mia passione, amo organizzare i viaggi con il fai da "me" e la mia filosofia di vita è "Le cose si fanno bene oppure non si fanno per niente!" Nell'offline sono anche un'amministratrice immobiliare. Scrivimi a marina@fairblogtravel.it

1 Comment

  1. […] questo dolce ti avevo già parlato in un mio precedente articolo, quando l’avevo inserito tra le 5 specialità umbre, oggi invece ti racconto di quando tre settimane fa, in occasione della festività di Ognissanti, […]

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