L’Abbazia di Montecorona

Abbazia di Montecorona

Nei pressi di Umbertide, circondata dalla campagna umbra, si trova l’Abbazia di Montecorona: la sua bellezza merita una visita

A fine giugno scorso, un lieto evento familiare, è stato l’occasione per scoprire un angolo di Umbria che non conoscevo e del quale sono rimasta incantata: l’Abbazia di Montecorona.

Il complesso si trova a pochi chilometri dalla città di Umbertide, alle pendici del Monte Corona dal quale ha appunto preso il nome, ed è immerso nella quiete della campagna, poco lontano dal letto del Fiume Tevere.

All’arrivo la pace e il silenzio sono state le prime cose a colpirmi, tutt’attorno regnava infatti un’atmosfera di grande serenità, tanto da sembrare di essere in un luogo fuori dal tempo.

Alla vista dell’abbazia la meraviglia è stata grande, nonostante si trovi in Umbria, la mia regione, non l’avevo mai visitata prima, ma soprattutto ne ignoravo l’esistenza. Documentandomi ho poi avuto modo di scoprire anche che si tratta di un luogo davvero ricco di storia.

Qualche cenno storico sull’Abbazia di Montecorona

La fondazione dell’abbazia viene legata al nome di San Romualdo e fatta risalire attorno all’anno 1008, nel corso del tempo divenne un Monastero Benedettino di grande rilevanza e, durante la sua storia, giunse ad avere influenza su un elevato numero di chiese disseminate in tutta la zona circostante. Fu un importante centro di accoglienza per i pellegrini, un fervente centro di cultura e, grazie alla produzione di medicinali agli estratti di erbe, che si dimostrarono molto efficaci, divenne molto nota anche per la sua farmacia, rimasta a lungo in funzione.

Il campanile

All’esterno a catturare l’attenzione è l’alta torre campanaria dalla struttura molto particolare che risente delle diverse epoche di edificazione. Di forma cilindrica alla base, presenta undici lati nella porzione centrale e arriva ad averne otto nella parte più alta. La torre è dotata di un complesso campanario e di un orologio.

Abbazia di Montecorona

La Chiesa Superiore

Come il campanile anche la Chiesa Superiore mantiene i segni evidenti di edificazioni successive, visibili chiaramente anche dall’esterno del complesso. La parte più antica, che fu consacrata nell’anno 1105, presenta tre navate che terminano ciascuna con un abside. Molto bello, sottolineato da un grande arco affrescato, è l’abside in stile gotico che chiude la navata centrale.

Nel XVI secolo l’edificio venne ampliato aggiungendo una parte a navata unica, collegata alla parte preesistente, che si presenta sopraelevata, attraverso un grande arco e una serie di gradini.

Da segnalare all’interno della Chiesa Superiore: il tetto ligneo che copre la navata centrale, degli apprezzabili affreschi del Trecento e un particolarissimo ciborio risalente all’VIII secolo.

La cripta

Accedendo lateralmente, dalla zona della torre, attraverso dei gradini che portano ad un livello seminterrato, si raggiunge l’antica e bellissima cripta. Datata attorno all’XI secolo, è costituita da un unico ambiente suddiviso in cinque navate e popolato da un numero considerevole di colonne che sorreggono un basso soffitto a volte.

Al suo interno domina il colore della pietra, che contrasta con il chiarore creato dai decori degli affreschi sulle volte. La scarsità di luce e il susseguirsi delle numerose colonne, quasi un fitto bosco dai tronchi pietrificati, contribuiscono a creare un’atmosfera di forte raccoglimento. Una particolarità che balza agli occhi del visitatore attento è la differente fattura dei capitelli che presentano decori e stili anche molto differenti tra loro.

Qualche informazione in più

A partire dal XVI secolo la storia dell’Abbazia si è intrecciata a lungo con quella dell’Eremo di Montecorona, situato più in alto a 705 metri sul livello del mare. Per favorire i collegamenti tra l’Abbazia e l’Eremo venne addirittura realizzata una strada fatta di blocchi di pietra che attraversava un’ampia zona boschiva.

Di recente questo sentiero, noto con il nome di “La Mattonata” è stato risistemato e, lungo il percorso, sono stati collocati dei cartelli che illustrano il tragitto e danno utili informazioni sulla flora e sulla fauna che è possibile osservare. Una passeggiata che vorrei fare quanto prima!

Dal luglio 1981 quello che nacque come Eremo di Montecorona è divenuto la residenza di una comunità di religiosi che vive seguendo la regola della clausura, la struttura che li ospita non è quindi visitabile.

Altra piccola curiosità: nel piazzale antistante il complesso dell’Abbazia di Montecorona, è collocata una statua che ricorda il famoso tenore e attore Beniamino Gigli. Negli anni ’40 infatti questi era proprietario di alcuni dei terreni appartenuti in precedenza ai monaci e ha a lungo soggiornato in questi luoghi.

E tu conosci già l’Abbazia di Montecorona? Se non l’hai mai visitata il mio consiglio è di andarci. L’accesso è consentito tutti i giorni fino alle ore 19:00. Buona visita! 

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblrmail
The following two tabs change content below.

Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.