La mia visita al Museo della Marineria di Cesenatico

Museo della Marineria di Cesenatico

Visitare la Sezione a Terra e la Sezione Galleggiante del Museo della Marineria di Cesenatico è esplorare il legame tra l’uomo e il mare e scoprire di più su quella che, a ragione, viene definita un’arte

Conoscevo bene l’immagine da cartolina di Cesenatico, quella con il mare, la spiaggia dorata e gli ombrelloni colorati, ma ignoravo completamente l’esistenza del suo bellissimo centro storico. Un centro storico curato, ben conservato e che ha molto da insegnare a chi è affascinato dalle località di mare, ma della vita di mare non conosce i segreti.

Cesenatico e il suo Porto Canale

Il centro storico della città si è sviluppato attorno al Porto Canale, opera ideata da un ingegnere d’eccezione. Su espressa richiesta di Cesare Borgia fu infatti proprio Leonardo da Vinci a progettarlo nel 1502 a partire dal porto già esistente.

Passeggiando in tutta tranquillità sulle banchine di quello che è ancora oggi un asse della città ho potuto vedere i monumenti principali, scoprire tutta una serie di ristoranti caratteristici dove gustare ottimi piatti della cucina locale, soprattutto a base di buon pesce, e mi sono lasciata incuriosire dalla varietà dei tanti prodotti tipici locali in vendita nei negozi del centro. Solo questo vale una visita alla città, ma cammina, cammina ho scoperto molto di più.

Il Museo della Marineria di Cesenatico

Ci sono entrata quasi per inerzia, acquistando un biglietto al costo di soli 2 euro, ne sono uscita sorpresa per il racconto al quale avevo assistito. Sì, perché visitarlo è stato come ascoltare una lunga storia su quello che è stata l’evoluzione dell’arte della marineria nel corso del tempo, apprendere termini nuovi, scoprire oggetti rari e l’esistenza di tecniche e lavorazioni che difficilmente avrei potuto conoscere altrove.

La Sezione a Terra

La mia visita è iniziata dalla Sezione a Terra che è ospitata in un moderno edificio e disposta su due piani. Lungo tutto il percorso si trovano barche, due addirittura con le vele issate, strumenti per la navigazione, abbigliamento d’epoca dei pescatori, attrezzi di ogni genere, utilizzati per le varie attività in mare, ma anche per la manutenzione delle imbarcazioni. Tutto è organizzato secondo un criterio cronologico che aiuta il visitatore a comprendere l’evoluzione subita nel corso del tempo dall’attività marinara.

Sono moltissime le informazioni e le curiosità che è possibile acquisire, lungo tutto il percorso, grazie ai numerosi cartelli esplicativi e ai monitor che si attivano in presenza del visitatore e rendono possibile la visione di interessanti documenti filmati.

Vedere da vicino la semplicità degli strumenti a disposizione degli uomini che in epoche lontane prendevano il mare, mi ha fatto seriamente riflettere sul loro coraggio e la loro abilità nell’affrontare le insidie della navigazione.

Museo della Marineria di Cesenatico
Con lo stesso biglietto d’ingresso ho avuto accesso anche all’Antiquarium. Collocato in una struttura vicina e raggiungibile dallo stesso Museo della Marineria di Cesenatico, l’Antiquarium conserva numerosi reperti, molti risalenti all’epoca romana, che documentano le origini della città, le sue attività, la sua lunga storia.

La Sezione Galleggiante

Nella porzione di canale antistante la Sezione a Terra del museo, ho potuto ammirare le imbarcazioni storiche appartenenti alla Sezione Galleggiante. Qui sono state disposti dieci esemplari di barche a vela, tra le più diffuse nell’alto Adriatico tra fine ‘800 e prima metà del ‘900: un vero spettacolo con i loro scafi decorati e le loro vele colorate. Ancora così possenti, immobili sull’acqua quieta del canale, mi hanno dato l’impressione di aver accettato di fermarsi solo per un po’, ma di essere pronte a riprendere il mare quanto prima.

Una foto pubblicata da Lara W. (@larawgram) in data:


Ho particolarmente apprezzato la possibilità di poter salire a bordo del “Trabaccolo da trasporto”. Una guida molto disponibile ha fornito al gruppo in visita tantissime informazioni sulle caratteristiche dell’imbarcazione, ha illustrato ogni particolare e raccontato molte curiosità sulla vita che gli uomini conducevano a bordo. Spinta dalla curiosità sono riuscita a scendere fin nelle stive. Stando là dentro ho provato ad immaginare giorni e giorni di navigazione con le condizioni di mare più varie, la scarsità di mezzi a disposizione, gli spazi angusti e mi sono fatta l’idea che prendere il mare con una imbarcazione simile non doveva essere proprio una passeggiata.

Il nostro accompagnatore ci ha spiegato anche la particolare storia dell’imbarcazione che ci stava ospitando: nel 1980, infatti, opportunamente modificata per assumere l’aspetto di una caratteristica nave veneta del ‘700, il trabaccolo è stato utilizzato durante la realizzazione dello sceneggiato sulla vita di Marco Polo e, solo successivamente, è “approdato” al Museo della Marineria di Cesenatico. Tornata a casa sono andata a riprendermi un vecchio volume nella mia libreria e credo di averne trovato le prove!

Museo della Marineria di Cesenatico
Prima di salutarci la guida ci ha raccontato inoltre che, durante le festività natalizie, ormai da decenni, la Sezione Galleggiante viene utilizzata per l’allestimento del Presepe della Marineria, un presepe molto caratteristico al quale, di anno in anno, si aggiungono nuove statue, realizzate tutte a grandezza naturale.

Sulle diverse imbarcazioni, appositamente illuminate per l’occasione, vengono ricreate scene di vita quotidiana dove i protagonisti sono i pescatori, la pescivendola, il falegname, più in generale, la gente comune. Ecco, potrebbe essere proprio la visita a questo presepe, che non ho mai avuto occasione di vedere, un motivo valido per tornare ancora una volta a Cesenatico…

E tu sei mai stato al Museo della Marineria di Cesenatico? Se non lo conosci ti consiglio vivamente di non perderlo.

 

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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