Il Museo Nazionale del Motociclo: una piacevole scoperta

Museo Nazionale del Motociclo

Più di 250 moto realizzate lungo un periodo che va da fine Ottocento agli anni 80, raccontate con passione da chi di motori se ne intende, un viaggio attraverso la storia delle due ruote che ha molto da insegnare

In occasione dell’ultimo raduno motociclistico al quale ho preso parte con mio marito, a fine maggio scorso, il gruppo si è dato appuntamento sulla Riviera Adriatica, non in un posto qualunque, ma al Museo Nazionale del Motociclo (quando si dice la coincidenza!).

Il museo si trova a Rimini e non stupisce che sia collocato proprio in Emilia Romagna, territorio fortemente legato al mondo dei motori, noto anche come Motor Valley, per avere dato origine a marchi prestigiosi come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati e Malaguti e per la presenza di famosi circuiti automobilistici quali Imola e Misano Adriatico, solo per citarne alcuni.

Il Museo Nazionale del Motociclo è nato dalla collaborazione di tre amici appassionati delle due ruote, che hanno deciso di unire le proprie collezioni per dare origine al primo museo nazionale della moto che sia stato aperto al pubblico in Italia.

Cosa si può vedere?

Il percorso del museo prevede la visita a quattro sale ordinate cronologicamente e suddivise per aree tematiche. Assieme a foto e accessori d’epoca vari, sono esposte più di 250 moto, costruite lungo un ampio periodo che va da fine Ottocento ai più recenti anni ‘80.

Dalle prime bici alle moto dei pionieri, dagli scooter ai sidecar, fino alle produzioni di moto più recenti. Passo dopo passo è possibile fare un lungo viaggio nella storia delle due ruote e seguire la sorprendente metamorfosi di questo mezzo di trasporto.

Perché visitarlo

Sono una perfetta “non esperta di motori” e ammetto candidamente che nell’entrare al museo avevo qualche perplessità sull’interesse che la visita avrebbe potuto suscitare, ma grazie alle spiegazioni puntuali, ricche di particolari e appassionate che la nostra guida ha saputo darci e, osservando accuratamente i vari pezzi esposti, sono uscita piacevolmente sorpresa da questa visita.

Ho avuto la possibilità di ammirare moto veramente rare, che difficilmente avrei avuto modo di vedere altrove. Tra le tante, ho avuto il piacere di toccare la Moto Guzzi 500 del pittore Ligabue.

Mi sono molto divertita a veder avviare una moto di quasi cento anni e poter constatare quanti passi avanti sono stata fatti sul fronte delle emissioni.


Ho potuto capire che spesso, dietro conquiste della tecnica che a noi oggi sembrano quasi scontate, c’è stato l’intuito e il duro lavoro di qualcuno che ha saputo sperimentare, far tesoro dei fallimenti e innovare.

Informazioni

Dal 26 aprile ad ottobre il museo è aperto tutti i giorni dalle ore 13:00 alle 19:00 (chiuso il lunedì).

Da novembre ad aprile è visitabile solo su prenotazione.

Ecco dove si trova.

Se anche a te capiterà di visitare il Museo Nazionale del Motociclo facci conoscere le tue impressioni e raccontaci cosa hai scoperto!

  

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Catia Moroni

Umbra, laureata in economia e commercio e con una lunga esperienza come analista funzionale, e-tourism marketing specialist. Sono curiosa, innamorata della natura, di ogni cosa mi piace esplorare quello che c’è dietro, l’essenza oltre l’apparenza.

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