I segreti del Casatiello: cos’è, come si fa, quando e dove si mangia

Casatiello Napoletano

Ricco e super goloso, accompagnato da fave fresche e un bicchiere di vino locale, il Casatiello è il re della Pasqua napoletana. Oggi vi racconto tradizioni e retroscena del rustico partenopeo più famoso, da mangiare a tavola la domenica della festa o al pic-nic di Pasquetta.

Il mio articolo di oggi comincia con una constatazione talmente vera da essere quasi banale: la cucina italiana è stracarica di eccellenze, e dovunque vi troviate lungo tutta la penisola potrete gustare piatti straordinari che delizieranno le papille e ricorderete a lungo.

In particolare durante le festività, i cibi tradizionali preparati dalle famiglie e diventati simbolo di quel particolare evento sono tantissimi e a volerli elencare non basterebbero volumi interi. D’altra parte, qualunque sia la latitudine dove scegliamo di trascorrere le feste, in queste circostanze capita spesso che il pensiero ritorni con un pizzico di nostalgia alle feste della nostra infanzia, con le tradizioni culinarie che spesso prevedevano lunghe preparazioni in vista del giorno di festa.

Pasqua partenopea

Se avete la fortuna di trascorrere la Pasqua in Campania, i piatti tipici di questa festa sono più d’uno. I più famosi sono senz’altro il Casatiello e la Pastiera. Oggi tralascio la Pastiera, che vi consiglio comunque di assaggiare: sarà facile trovarla in qualsiasi pasticceria di Napoli e in tutta la regione (ma anche nel resto d’Italia). A casa mia non c’è mai stata Pasqua senza Casatiello e Pastiera: un binomio indissolubile in qualsiasi famiglia napoletana. Non importa quanto si è innovatori e sperimentatori in cucina: non è Pasqua se non c’è il Casatiello. O la pastiera. Ma meglio tutt’e due.

Come si prepara

Oggi voglio parlarvi del Casatiello, un po’ perché preferisco il salato al dolce. E un po’ perché finora non ho mai conosciuto nessuno che si sia tirato indietro davanti a una fetta di questo rustico (conosco persino vegetariani che ordinavano al familiare incaricato della preparazione uno speciale Casatiello senza salumi né carni e derivati, pur di non rinunciare al tipico alimento pasquale).

Il Casatiello è una preparazione antica di cui si trovano tracce già nel ‘600: in sè racchiude tutta la simbologia di passione e rinascita della Pasqua con la forma a corona e le uova sormontate da piccole croci. Si tratta di un impasto simile a quello del pane arricchito con strutto, pepe e formaggio grattugiato, che viene lasciato lievitare, poi steso e rimpinzato di cubetti di salumi e formaggi vari: salame, ciccioli, mortadella, prosciutto, capocollo, pecorino, provolone, parmigiano e chi più ne ha più ne metta.  La pasta va richiusa formando una specie di rotolo, ed in superficie vengono inserite le uova intere, tenendole ferme con due striscioline di pasta disposte a croce.

Il segreto del successo

Ho avuto la fortuna di assaggiare parecchi Casatielli, preparati con vari procedimenti, tutti validi e tutti ottimi purché si rispetti l’unica e vera regola che vi assicura il successo con questa ricetta (e con molte altre della cucina casareccia napoletana). Sto parlando di una regola che si riassume in un unico imperativo, quasi un comandamento che dovrete incidere a lettere di fuoco nella vostra mente durante tutta la preparazione. Ed è questo: abbondate.

Non siete sicuri di aver messo abbastanza salame? Per togliervi il dubbio, aggiungetelo. Credete di aver messo poco formaggio? Via con un’altra manciata.

E così, quando vi sembrerà che l’impasto stia per scoppiare, quando avrete il serio dubbio di riuscire a richiudere il rotolo e temete che esploderà disseminando pezzetti di cibo in tutta la cucina, quando vi sembrerà di stare sfidando tutte le leggi della fisica… allora e solo allora, avrete la certezza che il Casatiello è pronto per lievitare un altro po’ prima di cuocerlo nel forno già caldo.

Dove e quando 

Il Casatiello è anche il protagonista indiscusso del tipico pic-nic del Lunedi in Albis, che dalle mie parti è un must irrinunciabile. In genere ci si riunisce in comitive anche numerosissime e si sceglie una location che possegga almeno i requisiti minimi irrinunciabili: 1) prato o spiaggia su cui rilassarsi; 2) spazio per giocare a pallone.

Le mete più amate sono le isole del golfo: Capri, Ischia e Procida, le spiagge di Sorrento e della Costiera Amalfitana e le aree verdi in montagna come il Lago Laceno o il Parco Regionale del Matese.  Se scegliete tra le mete più gettonate, attenzione alle lunghe code ai caselli e alle biglietterie di traghetti ed aliscafi: cercate di programmare il viaggio con un po’ di anticipo evitando di viaggiare nelle ore di punta.

Preparate quindi il vostro zaino per il pic-nic,  mettetendoci dentro quel che volete; ma non dimenticate la macchina fotografica, un telo per rilassarvi e ovviamente…il Casatiello!

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