Le domus romane di Assisi

DOMUS-PROPERZIO ASSISI

Un’insolita passeggiata nell’Assisi più antica e meno nota: due domus romane tutte da scoprire con un pizzico di mistero, il romantico sguardo del poeta… e un bacio

Benvenuti ad Assisi, città della Pace. Lungo la strada, i cartelli ricordano ai visitatori la forte influenza francescana e spirituale di questo luogo, famoso in tutto il mondo per gli ideali espressi da San Francesco e per i capolavori artistici e architettonici creati per celebrare la sua figura e filosofia.

Asisium

Oggi però voglio accompagnarvi alla scoperta di un’altra Assisi, forse meno nota, ma altrettanto affascinante e preziosa: Asisium, l’antica città che molti secoli prima di Santa Chiara e San Francesco era già un importante centro dell’impero romano.  Le testimonianze e i reperti archeologici risalenti a questo periodo storico sono diversi: a volte evidenti come l’imponente facciata del Tempio della Minerva che domina Piazza del Comune, a volte più nascosti, come quelli di cui vi parlerò oggi.

Ho baciato la casa della musa

In pieno centro storico, sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore, a metà dell’ottocento vennero rinvenuti i resti di una domus romana. Per raggiungerla, bisogna scendere in profondità sotto la cripta della chiesa, compiendo una sorta di viaggio indietro nel tempo. La guida ci fa notare che a nord di Roma è molto raro trovare resti di edifici che conservano ancora le mura: in genere restano solo i pavimenti. In questa casa risalente al I secolo d.C., i pavimenti sono bellissimi: uno prevalentemente nero, l’altro colorato. Sono però gli affreschi sulle pareti a emozionarmi di più. Il delicato intreccio di rami, foglie e animali del viridarium crea un  delizioso e allegro effetto trompe-l’oeil che illumina gli ambienti. Ma di chi era questa casa? Purtroppo non abbiamo ancora una risposta certa a questa domanda. Qualcuno, su una parete ha scritto: domum oscilavi Musae,  “ho baciato la casa della Musa”. Il graffito è stato datato al 24 febbraio del 367 d.C., e secondo alcune teorie questo farebbe pensare che si tratti della casa del poeta latino Sesto Properzio, anche se non tutti gli studiosi concordano con questa ipotesi.

Domus Larario

Santi protettori e amore coniugale

La seconda delle domus romane di Assisi è stata ritrovata fortuitamente nel 2001, sotto Palazzo Giampè, e sono tuttora in corso i lavori di restauro. La casa è nota con il nome Domus del Lararium perchè tra i vari oggetti rinvenuti c’è un larario dedicato alla divinità privata di famiglia, che attualmente è custodito altrove. La parte visitabile è ancora limitata a poche zone, da guardare dall’alto in compagnia della guida. Ma vale assolutamente la pena andarci: anche qui c’è da restare a bocca aperta ammirando i pavimenti e le pareti perfettamente conservate. Su uno dei muri spicca un romantico affresco, raffigurante una coppia che si scambia un tenero sguardo e ci riporta alle parole del poeta:

In  amore sono gli occhi a guidarci.

Sesto Properzio (49 a.C. circa – 15 a.C.)

Le domus sono visitabili su prenotazione: per informazioni contattate lo IAT di Assisi oppure il call center di Sistema Museo.

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Angelica Scognamiglio

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3 Comment

  1. Mai stato ad Assisi.

    1. Angelica Scognamiglio says: Rispondi

      Ciao Nunzio, Assisi è una città bellissima, vale davvero la pena visitarla!

  2. […] sotterranei di Assisi sono stati rinvenuti i resti di due domus di epoca romana: la Casa di Properzio e la Domus Lararium. La bellezza dei pavimenti a mosaico e degli affreschi hanno reso celebre questi luoghi come la […]

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